Il Tirreno

Prato

Rimane impigliato col giubbotto al tornio, muore operaio

Un carabiniere con l'amministratrice dell'azienda (foto Sproviero/Batavia)
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Un carabiniere con l'amministratrice dell'azienda (foto Sproviero/Batavia)

Al momento non sono ancora chiare le cause del decesso dell’uomo, di origine cinese, che era intento a lavorare ad un macchinario nell’azienda di materie plastiche

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CANTAGALLO. Un uomo di 55 anni di nazionalità cinese ha perso la vita per un incidente sul lavoro in un’azienda artigianale di Usella nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 dicembre. È avvenuto in via Terrarossa, nella frazione del Comune di Cantagallo.

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 Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando di Prato, distaccamento di Montemurlo, di ausilio al personale sanitario del 118 della Misericordia di Vaiano  e della Croce Rossa di Vernio con il medico a bordo e a quello del dipartimento di prevenzione di Prato della Asl. La salma dell’uomo è stata recuperata. Sul luogo dell’incidente anche i carabinieri di Prato e Vernio.

 L'operaio in base a una prima ricostruzione sarebbe rimasto impigliato col giubbotto a un tornio, venendo trascinato e schiacciato mentre era solo nel locale. Questa la prima ricostruzione sulla dinamica dell'incidente mortale sul lavoro avvenuto in un'officina annessa a una ditta artigianale, che produce materiali in plastica, in via Terrarossa nel comune di Cantagallo, costato la vita al cinquantacinquenne. A chiamare i soccorsi, la notte scorsa,  stato il figlio 31enne della vittima: non vedendo rientrare a casa il padre  andato a cercarlo e lo ha trovato morto. Per lo choc subito il 31enne stato portato in ospedale dai sanitari del 118.


   Sul posto, con i vigili del fuoco che hanno recuperato la salma, intervenuti i carabinieri di Vernio che, insieme ai tecnici della Asl, stanno svolgendo accertamenti anche sulla situazione lavorativa del 55enne e sulle condizioni di sicurezza sul lavoro nell'officina.

“Non è giusto morire di lavoro. Anche stavolta dobbiamo ripeterlo con dolore - a dichiararlo è il sindaco di Cantagallo, Guglielmo Bongiorno - Con tutta l’amministrazione comunale ci stringiamo alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita, così drammaticamente, in una fabbrica a Usella. Gli incidenti sul lavoro sono ancora una vergogna sociale nel 2018 e costituiscono un paradosso ingiustificato. Questa disgrazia colpisce un territorio in cui l’attenzione per la sicurezza dei lavoratori è sempre stata alta, sia da parte delle istituzioni che delle imprese. La stessa azienda dove è avvenuta la tragedia è stata oggetto di ripetuti controlli - proprio per il tipo di lavoro che svolge - da parte di tutte le autorità preposte. Siamo sicuri che le indagini in corso sapranno ricostruire l’accaduto e accertare eventuali responsabilità”.

«Quando la morte arriva in un modo così tragico e violento, quando essa coglie un uomo mentre era al lavoro, quando tutto succede nel comune che hai amministrato per anni, le parole e i ragionamenti faticano ad emergere - dice la consigliera regionale e vicepresidente della commissione sviluppo economico Ilaria Bugetti, ex sindaco di Cantagallo -  Prevale lo smarrimento, il dolore per la perdita di una vita e soprattutto la rabbia per una tragedia che, come altre, forse si poteva evitare. Anche grazie al progetto “Lavoro sicuro” della Regione Toscana , tante aziende sono state sottoposte a controlli severissimi che hanno portato a risultati più che apprezzabili sia sul tema della sicurezza che su quello della legalità. Anche la stessa azienda di Usella, come riferito dal sindaco, è stata più volte sottoposta a controlli. Il presidente Rossi, recentemente, ha dichiarato di voler andare oltre il progetto, lanciando l’idea di una vera e propria legge regionale, proposta sulla quale concordo. Nel caso della tragica morte sul lavoro di Usella saranno le indagini ad accertare dinamiche ed eventuali responsabilità. Intanto, credo che tutti, dalle istituzioni agli imprenditori, ai sindacati, debbano cercare di non abbassare la guardia e fare la propria parte per far vincere una cultura della prevenzione, cosa che, insieme ai controlli, può aiutarci a mettere un freno alle morti bianche. Sono vicina alla famiglia della vittima ed esprimo le più profonde condoglianze».

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di Redazione web