Il Tirreno

Prato

Molestie alla bambina, indagato il collaboratore domestico

Paolo Nencioni
Il tribunale di Prato
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Il tribunale di Prato

Un filippino è accusato di aver usato violenza nei confronti di una bimba di 7 anni, figlia di un noto industriale che gli era stata affidata. Il fascicolo trasmesso a Grosseto torna a Prato dopo l'incidente probatorio

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Prato. Un collaboratore domestico filippino di 38 anni è indagato per violenza sessuale nei confronti di una bambina che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 7 anni, la figlia di un noto imprenditore tessile pratese. L’uomo è accusato di aver costretto la bambina a subire palpeggiamenti al seno, toccamenti reciproci delle parti intime e baci sulla bocca.. Accuse molto pesanti che sono state mosse all’inizio dalla madre della bambina, in base al racconto che le aveva fatto la figlia. Secondo la prima denuncia presentata alla Procura di Prato le molestie sessuali sarebbero andate avanti addirittura per più di un anno, dal marzo del 2011 al giugno del 2012.

Il fascicolo però è stato trasmesso dalla Procura di Prato a quella di Grosseto perché fu detto che i fatti sarebbero accaduti in gran parte nella casa delle vacanze, che la famiglia possiede a Castiglione della Pescaia. Successivamente la bambina è stata sentita nel corso di un incidente probatorio e non è stata in grado di dire con certezza se la brutta storia era iniziata a Prato oppure quando la famiglia era in vacanza. Ha detto solo che era successo quando lei aveva 7 anni mentre andava a scuola, poi ha precisato che le sembrava di ricordare che la prima volta fosse successo a Prato.

Lo scorso 3 dicembre il caso è stato discusso davanti al giudice dell’udienza preliminare di Grosseto, Sergio Compagnucci, che doveva decidere sull’eventuale rinvio a giudizio del collaboratore domestico filippino ma prima ancora sulla competenza territoriale, visto che la difesa dell’imputato sosteneva che la competenza fosse del Tribunale di Prato. Una tesi che è stata accolta dal gup. Pur non essendo certo il luogo dove è stato compiuto il primo reato, la competenza spetta a Prato perché è in città che l’imputato ha dichiarato la sua residenza, anche se al momento risulta irreperibile. Per questo motivo il gup di Grosseto ha ordinato che il fascicolo venga nuovamente rispedito alla Procura di Prato che poi eserciterà l’azione penale.

Superato il doppio rimbalzo, il procedimento dovrebbe arrivare presto in aula, anche perché sono già passati più di sei anni dai fatti contestati e, pur avendo “cristallizzato” la testimonianza della bambina nell’incidente probatorio (potrà essere utilizzata nel dibattimento), c’è l’esigenza di chiarire al più presto se le accuse sono o meno fondate.

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