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Deve lasciare la casa: donna minaccia di buttarsi dal balcone
Prato, mattinata movimentata in via Capitini a Galciana per lo sfratto esecutivo di una donna, che alla fine sarà ospitata in un affittacamere a spese del Comune
prato. Sfratto esecutivo drammatico e movimentato ieri mattina nelle case popolari al numero 22 di via Capitini a Galciana. Solo dopo molte ore di trattative con gli avvocati Polizia municipale e funzionari del Comune, presente sul posto anche un’ambulanza, sono riusciti a convincere l’assegnataria Nunziata Abruzzese, una donna di etnia sinti, e alcuni familiari che erano con lei a lasciare l’appartamento. La donna si è opposta minacciando anche di gettarsi dal balcone. «Il Comune ha commesso una grave ingiustizia nei confronti di una donna invalida e cardiopatica – ha protestato il compagno Giuliano Bevilacqua – E questo solo perché ha ospitato per qualche giorno un nipote che non ci doveva stare». Alla fine, comunque, la donna sarà ospitata da un affittacamere a spese del Comune.
L’assessore al sociale Luigi Biancalani spiega come la vicenda cumula numerosi precedenti che si sono susseguiti negli anni. «La donna l’abbiamo fatta andare lì da quando prese fuoco la casa precedente. La prima ordinanza di sgombero risale al 2014, ma poi la famiglia ricorse al Tar. Nel frattempo sono state violate tutte le norme possibili immaginabili e l’aver ospitato un nipote che non aveva diritto di starci è stata solo la ciliegina sulla torta». (F.A.)
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