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Un decalogo unico per la sicurezza di discoteche e locali
Il Comune prepara un regolamento per superare l’attuale giungla normativa. Fantauzzi: ma le regole vanno rispettate
PRATO. Un testo unico che raggruppi, in un solo documento, tutte le norme relative all'attività dei locali di pubblico spettacolo e quindi gli adempimenti che chi organizza concerti ed eventi deve osservare in materia di autorizzazioni e sicurezza. È il regolamento che sta mettendo a punto il Comune di Prato sul tema, purtroppo di stringente attualità in questi giorni in seguito ai tragici fatti di Corinaldo, dove nella discoteca Lanterna Azzurra hanno perso la vita 6 persone. «Abbiamo voluto mettere ordine nella normativa, che negli ultimi anni è diventata sempre più difficile (ad esempio dopo le circolari ministeriali Gabrielli, seguita ai fatti di Torino, e quella del 1° luglio 2018) – spiegano Simona Fedi e Sandra Piccinini dello sportello per l’edilizia e le attività produttive del Comune di Prato, che si occupa, tra le altre cose, di autorizzare le attività di pubblico spettacolo – per fa sì che chi organizza un evento possa capire meglio tutti gli adempimenti che deve attuare. La normativa infatti è complessa e il panorama non è facilissimo».
Anzi, è una vera e propria giungla (non solo a Prato). Molte le variabili in campo – come la natura dello spazio che ospita l’evento (all'aperto o al chiuso e con stazionamento del pubblico o no), la capienza entro o oltre 200 persone e lo svolgimento entro la mezzanotte – che determinano un diverso iter per mettersi in regola. La bozza del documento, che amalgama il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, le norme dei vigili del fuoco, le circolari ministeriali e quelli della Asl, è già pronta. Non appena sarà fatta luce su alcuni aspetti attraverso un confronto con il ministero, comincerà l’iter per la sua approvazione in consiglio comunale. Con l’idea di condividere poi il regolamento con gli altri Comuni della provincia. Ferma restando la necessità di semplificare, «Sul tema della sicurezza nei locali di pubblico spettacolo le norme esistono già – precisa Piccinini –, si tratta di applicarle nel modo corretto».
È d’accordo anche Francesco Fantauzzi, presidente di Fonderia Cultart, società organizzatrice di eventi (come il Settembre pratese): «Ben venga la semplificazione, che facilita gli addetti ai lavori – afferma – ma (a livello nazionale) il problema è far sì che le regole vengano applicate da tutti. Anche perché poi a scontare le conseguenze delle azioni di chi non adempie agli obblighi (con un giro di vite sulle norme ndr), sono tutti gli operatori del settore, che pagano perché qualcun altro ha sbagliato. Il rischio è che si creino norme su norme che rendono ancora più difficile il nostro lavoro ma non è detto che aumentino la sicurezza (la quale è il presupposto della nostra attività), soprattutto se non si fa in modo che le regole che già ci sono vengano rispettate. Perciò bisogna puntare sulla prevenzione, che è fatta sia dell’autocoscienza degli organizzatori che di controlli. E non solo per i grandi eventi, anche nei piccoli spazi, che hanno magari numeri inferiori ma una programmazione continuativa». —
Fabrizia Prota
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