Il Tirreno

Prato

giustizia al collasso 

Tribunale paralizzato da un guasto elettrico

Paolo Nencioni
Tribunale paralizzato da un guasto elettrico

ll palazzo è rimasto senza corrente e sono saltate numerose udienze Fuori uso anche il gruppo elettrogeno d’emergenza: dipendenti mandati a casa

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prato. Un banale guasto all’impianto elettrico ha bloccato quasi completamente per un giorno l’attività del Palazzo di giustizia. Computer spenti, riscaldamento ko, intercettazioni ferme, udienze rinviate: una piccola Waterloo per la giustizia pratese, di cui hanno fatto le spese anche decine di persone che erano state convocate per testimoniare ai processi e che sono state rimandate a casa, con rinvio delle udienze a data da destinarsi.

Il guasto è stato scoperto nel pomeriggio di domenica ed è quasi certamente una conseguenza di un problema alla rete nella zona di Mezzana che si è verificato proprio domenica. Ma se nelle abitazioni private dopo un po’ l’energia elettrica è tornata, in Tribunale non è andata così. Si è rotto qualcosa nel quadro elettrico che distribuisce la corrente a tutto il palazzo e non è stato possibile intervenire in tempi rapidi, come l’importanza del luogo avrebbe richiesto.

A metà mattina il presidente del Tribunale, Francesco Gratteri, e il procuratore Giuseppe Nicolosi hanno preso atto dell’impossibilità di svolgere le normali attività e anno affisso all’ingresso del Palazzo di giustizia un cartello nel quale informano gli utenti che è stato verificato che il gruppo elettrogeno sostitutivo, da usare in caso di black out, non è funzionante “e comunque inidoneo ad assicurare l’alimentazione ai servizi indispensabili”. Per questo motivo il personale è stato autorizzato ad allontanarsi. È stato poi annunciato l’arrivo di un nuovo gruppo elettrogeno, che verrà installato dai tecnici dell’Enel, e in giornata era atteso da Sansepolcro anche il pezzo che si è rotto nell’impianto elettrico del Palazzo di giustizia. La speranza è che il Tribunale possa riprendere il suo regolare funzionamento nella giornata di oggi.

Ai vigilanti in servizio all’ingresso del Palazzo di giustizia è toccato il compito di informare le persone che via via arrivavano senza essere a conoscenza del problema che avrebbero dovuto tornare un altro giorno.

Il black out di ieri non è il primo che si verifica in Tribunale. A luglio c’era stato un problema simile, che era durato per una mezza giornata. E quanto accaduto ieri ripropone il problema della manutenzione degli impianti, che attualmente è di competenza del Ministero. Una manutenzione evidentemente non sufficiente alle esigenze del palazzo.

La vicenda degli ascensori è emblematica. Per oltre cento giorni, nei mesi scorsi, il Tribunale ne è rimasto privo quando si è rotto anche l’ultimo dei quattro che teoricamente dovrebbero portare su e giù le persone. Ci sono voluti più di tre mesi per ripararlo, mentre gli altri tre sono ancora fermi e probabilmente non verranno mai aggiustati.

Nel corridoio al secondo piano, prima di arrivare all’aula dove si tengono le udienze collegiali, c’è da anni un’infiltrazione di acqua che ormai fa parte dell’arredo.

Ieri almeno tre magistrati, oltre al presidente del Tribunale e al procuratore Nicolosi, sono rimasti nei loro uffici, con sciarpa e cappotto, e hanno lavorato usando i computer portatili. La dedizione al lavoro, insomma, non manca. Quello che mancano sono i mezzi. —

Paolo Nencioni

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