Il Tirreno

Prato

Bosi non ha dubbi «La ricandidatura di Matteo Biffoni è ormai certa»

Alessandro Formichella
Bosi non ha dubbi «La ricandidatura di Matteo Biffoni è ormai certa»

Il segretario provinciale guarda con interesse a Prato 2040 «Decisivi per la città i progetti del Soccorso e dell’ex ospedale»

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PRATO. Ipotesi scissione allontanata. Forse. Dal 7 al 23 gennaio il Pd farà le primarie fra gli iscritti per l’elezione del nuovo segretario nazionale, ma ancora di più per decidere il suo futuro politico. Poi il 3 marzo, quelle stesse primarie saranno aperte agli elettori. Per adesso le candidature più significative sono quelle di Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, e Maurizio Martina. A Prato, la partita vera sembra essere, però, quella dell’unità del PD difronte alle scadenze della prossima primavera, a partire dalle elezioni per il sindaco della città e per le europee. Gabriele Bosi, segretario provinciale del PD, ne è sicuro, «per prima cosa, dibattito aperto senza lasciare scorie, poi tutti a lavorare per le amministrative e le europee».

E la candidatura di Matteo Biffoni, intanto ?

«Come Pd siamo convinti della ricandidatura di Biffoni alla guida della città. L'ufficialità arriverà a breve, prima di quanto si pensi. Vogliamo che sia un passaggio condiviso da tutte le forze progressiste e civiche che saranno con lui».

Biffoni quindi si ricandida a sindaco, Minniti, invece, si ritira dalla candidatura a segretario nazionale. E a Prato cosa sta avvenendo all’interno del Pd ?

«Voglio tranquillizzare. Un po’ di agitazione è comprensibile, ma l’ipotesi della scissione anche a Prato stava procurando preoccupazione. Ora è lontana. Ci vogliono altre cose in campo, progetti e idee di opposizione a livello nazionale e di governo a livello locale. Lo stiamo facendo, credo che siamo l’unica vera forza di opposizione in Parlamento. Ne va della democrazia italiana. Il Congresso del Pd sarà svolto attraverso le tappe delle primarie, e la discussione quindi da gennaio a marzo fra iscritti ed elettori deve essere profonda e piena, ma, come dicevo, non deve lasciare scorie. Poi si lavora tutti per il Pd e per le importanti scadenze elettorali».

Il “renzismo” si sta allontanando davvero ?

«Non credo. Penso che tutti siamo consapevoli che il Partito democratico sia il soggetto politico in cui si può condurre una battaglia per il paese. Ogni scissione lo indebolirebbe e poi non vedo molti spazi a livello nazionale fuori dal Pd».

Lega, centro destra, Marilena Garnier che cammina da sola, come si presenta il campo per le amministrative ?

«Parto dal centro destra. Mi sembra che la questione lì sia solo di leadership, non vedo e non sento un ragionamento diverso, né un’idea della città se non quella di tornare a chiudersi intorno al Bisenzio come fatto fra il 2009 e il 2014. Il Pd e gli altri hanno l’idea opposta, lo spazio oggi è svilupparsi, crescere in Europa. Per quanto riguarda la Garnier, non mi piace parlare delle scelte degli altri, sta facendo un suo percorso, per me poco comprensibile e coerente, prima con Biffoni, poi indipendente, poi con la Lega, poi da sola».

E Prato2040 , sabato scorso ha avuto un’assemblea affollata con molte facce nuove e giovani. Cosa ne pensa ?

«C’ero anche io. Assolutamente positivo, guardo con interesse a questa esperienza di civismo progressista di cui abbiamo bisogno. Condivido molto di quanto è stato detto all’ex Corale Verdi. Bisogna fare rete fra tutti quei movimenti che fanno cose giuste, hanno idee e progetti. Per prime le associazioni».

Prato, si parla tanto di sviluppo economico, ma c’è anche una forbice sociale sempre più larga e un numero di indigenti sempre maggiore. La ricchezza è in pochi mani?

«La città risente di quanto sta avvenendo a livello nazionale e oltre. Diminuisce il Pil e l’occupazione con scelte del governo disastrose. Quello che penso è che il tema è vero e importante, e va fatto sempre di più per diminuire le distanze sociali e economiche. Ricordo comunque che Prato è la città toscana che mette più soldi nel welfare e nei progetti per chi passa un momento difficile. Non lasciare nessuno solo, per noi è imperativo».

Tanti i progetti di opere pubbliche in campo. Molti ancora da vedere nella loro realizzazione. Quali le piacciono di più ?

«Mi convince tutta la visione contenuta nel Piano operativo, in approvazione, che disegnerà la città del futuro. Nei prossimi venti anni questa città sarà davvero un’altra cosa. Una città coinvolgente, aperta allo sviluppo, che coniugherà industria e ambiente. Oggi Prato è un caso europeo studiato per le trasformazioni che sta attuando, il Comune sta avendo un ruolo attivo di programmazione che si inizia a vedere già adesso, ma che vedremo con maggiore forza nei prossimi anni. Ma i due progetti che mi stanno a cuore più di tutti sono il parco urbano nell’area dell’ex Ospedale e l’interramento della Declassata. Lì non solo si toglie il tappo alla viabilità ma si riqualifica un quartiere, il Soccorso, da sempre un quartiere delicato e fragile. Conclusi i lavori, sarà una parte della città letteralmente trasformata». —

Alessandro Formichella

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