Il presidio
Proroga della gestione Dure accuse a sindaci e Pd da Forum e M5S
PRATO. Continua a fioccare da più fronti la protesta contro la decisione della conferenza territoriale dei sindaci che, il 3 dicembre, ha approvato la proroga della concessione a Publiacqua. «Una volta di più abbiamo trovato i nostri amministratori incapaci di dare una vera svolta alla gestione di un bene come l’acqua – scrive il Forum toscano dei movimenti per l’acqua pubblica – arroccati in un ambito di interessi puramente economico-finanziari, e ad essi totalmente subalterni, agli antipodi quindi dei principi di democrazia e giustizia, di solidarietà e partecipazione espressi con i referendum del 2011. Sindaci che continuano a disattendere la volontà popolare, rimandandola ad un ipotetico futuro. Perché il paradosso è che molti di loro, a cominciare proprio dai 3 capoluoghi Firenze, Prato e Pistoia si dichiarano a favore della ripubblicizzazione, ma intanto se ne riparlerà alla fine del 2024. Forse! E visto che molti di loro, a fine mandato, hanno voluto fare un tale regalo ai cittadini, crediamo che vi siano diversi buoni motivi di riflessione in vista delle prossime elezioni amministrative».
Sull’argomento interviene anche Gabriele Capasso a nome dei tre consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle. «Quando l'argomento è il servizio idrico e la gestione dell’acqua – scrive – il M5S di Prato è sempre stato disponibile al dialogo con tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale. Abbiamo sempre chiesto di iniziare un percorso di studio e analisi per la ripubblicizzazione del servizio idrico, prima della scadenza della concessione a Publiacqua». «Ma a quanto pare – prosegue Capasso – al Pd non sono bastati oltre 4 anni di legislatura per prendere una decisione forte verso una reale politica di ripubblicizzazione del servizio così come richiesto da milioni di italiani nel referendum di giugno 2011. Impensabile che l’unica strada da percorrere sia quella della proroga, ma anzi bisognava dare uno stop deciso alla gestione da parte di Publiacqua, considerando tutti i disservizi che quotidianamente offre ai propri clienti». —
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