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Case, terreni, conti e polizze ecco il "tesoro" tornato alle due famiglie rom
Prato, il caso della mancata confisca: nel lungo elenco dei beni degli Ahmetovic e Halilovic figurano anche un villino da 550.000 euro e due assicurazioni da quasi 1 milione
PRATO. Falsi poveri o veri ricchi? Come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, i punti di vista della procura e del tribunale di Prato sulle famiglie rom Ahmetovic e Halilovic sembrano opposti e inconciliabili. Il contenuto del bicchiere, però, è sempre lo stesso: l’enorme ricchezza accumulata nel corso degli anni dai 14 membri delle due famiglie. Una cifra di 2 milioni e 412.000, che la procura avrebbe voluto confiscare dopo il sequestro del giugno 2017 ma il tribunale glielo ha negato, suscitando un fiume di reazioni, compresa quella del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Beni in case, terreni, conti correnti, libretti postali che dovranno essere restituiti ad Alessandro Ahmetovic, alla madre Djula, ai fratelli Patrizia e Valter e ad altri dieci rom.
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Ecco più nel dettaglio quali sono i beni da restituire ai rom secondo l’ordinanza del tribunale redatta dal collegio presieduto dal giudice Francesco Gratteri.. Djula Ahmetovic non risulta aver mai dichiarato redditi al fisco, eccetto nel 2008 per 1.250 euro e nel 2013 per una pensione Inps da 8.793 euro, e percepisce una pensione d’invalidità di 460 euro al mese. A lei sono direttamente riferibili un libretto di risparmio con un saldo di 7.663 euro e una polizza con un premio di 20.000 euro.
Alessandro Ahmetovic ha un libretto di risparmio che era vuoto al momento dei sequestri ma ha di fatto una casa in via di Vergaio (intestata alla figlia Marisella) acquistata nel 2012 per 168.000 euro (ora ne vale 190.000), un conto corrente con 435 euro, un deposito intestato alla figlia per 26.000 euro, un libretto di risparmio intestato alla convivente per 4.560 euro e un pegno per 1.475 euro.
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Valter Ahmetovic al momento del sequestro poteva contare su una carta prepagata con 4.308 euro e a lui, secondo la Finanza, sono riferibili, seppure indirettamente, una casa intestata alla compagna a Poggio a Caiano in via Ponte Attigliano, acquistata nel 2010, che vale 185.000 euro, un conto corrente intestato alla compagna per 7.448 euro, un libretto di risparmio intestato al figlio per 9.573 euro. I giudici sottolineano che il versamento della caparra per la casa (20.000/30.000 euro in contanti) alimenta il dubbio sulla provenienza dei soldi, ma non ci sono prove che sia frutto di reati.
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A Delija Halilovic sono riferibili a una polizza assicurativa emessa nel 2016 con un valore di riscatto di quasi 211.000 euro e un’altra polizza emessa con un riscatto di oltre 657.000 euro. Infine, un libretto di risparmio con un saldo di 500 euro. Sempre a lei, ma in modo indiretto, sono riferibili anche una casa in via dei Pioppi, valore 550.000 euro, un altro immobile da 17.000 euro e due terreni rispettivamente da 74.600 e 5.000 euro. La lista prosegue con un libretto di risparmio emesso dalle Poste con un saldo di 91.600 euro, una carta postpay da 19.800 euro, un deposito titoli da 117.632 euro, una polizza con un valore di riscatto di 247.345 euro ed altri conti e libretti con cifre inferiori.
Daicor Ahmetovic può contare su un libretto di risparmio da 34.171 euro, mentre a Misel Ahmetovic sono riferibili un immobile in via Borgo Casale del valore di 264.000 euro, un libretto di risparmio e una carta prepagata per cifre intorno ai 500 euro.
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