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"Tesoro" restituito ai rom, la Procura chiede la sospensione dell'ordinanza
Il Tribunale ha disposto la restituzione di beni per due milioni e mezzo sostenendo che non c'è la prova che siano stati acquistati col provento dei reati
PRATO. Il procuratore Giuseppe Nicolosi chiederà la sospensione dell'ordinanza con la quale il Tribunale di Prato ha revocato il sequestro di beni per quasi due milioni e mezzo di euro appartenenti a 14 rom delle famiglie Ahmetovic e Halilovic. Beni che erano stati sequestrati nel giugno 2017 come misura di prevenzione patrimoniale sul presupposto della sproporzione tra valore delle proprietà e redditi dichiarati.
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La Procura chiedeva la confisca, mentre il Tribunale ha ordinato la restituzione di case, conti correnti, polizze e libretti postali per 2.412.000 euro ai rom motivando la decisione col fatto che sarebbe passato troppo tempo dalla commissione dei reati per i quali alcuni membri del gruppo sono stati condannati (76 per 7 di loro in particolare) e l'acquisto dei beni, e dunque non ci sarebbe stata la prova che i beni sono stati acquistati col provento dei furti. La Procura ha dieci giorni di tempo per chiedere la sospensione dell'ordinanza alla Corte d'Appello e in questi giorni lo farà.
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