Il Tirreno

Prato

Ci sono meno irregolarità e meno gravi ma i capannoni cinesi restano nel mirino

; Maria Lardara SERVIZIO A PAGINA 13
Ci sono meno irregolarità e meno gravi ma i capannoni cinesi restano nel mirino

In palazzo comunale il bilancio del “Piano lavoro sicuro”. Le verifiche saranno concentrate nei festivi e nei turni serali

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PRATO. I letti in fabbrica trasformati in gabbie di morte. Era l’alba del 1° dicembre 2013, in un capannone di via Toscana. Bruciarono vivi i corpi di Rao Zhangjian, Xue Xiqingm Dong Wenqiu, Zheng Xiuping, Lin Guangxing, Wang Chuntao e Su Qifu. Fu il più grande incendio nella storia del distretto tessile.. Istituzioni, forze dell’ordine e tutti gli organi di controllo a vario titolo coinvolti si rimboccarono le maniche. Mai più dormitori abusivi: una tragedia del genere non doveva più accadere. La Regione varò il piano “lavoro sicuro”: furono controllate 7700 aziende nell’area vasta fra il 2014 e il 2016, di cui oltre la metà nel pratese. Le ispezioni vanno avanti: durante la “fase 2” del piano, scattata nell’aprile 2017, sono state verificate 2361 aziende sul territorio pratese. Ci sarà anche una fase 3 (2019) e una fase 4 (2020). E poi?

Teresa Moda, cinque anni dopo. Meno irregolarità nei capannoni cinesi, meno gravi le violazioni riscontrate. Certo, non bisogna abbassare la guardia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro come ha ricordato ieri mattina in palazzo comunale il vicesindaco Simone Faggi, delega all’immigrazione, durante la presentazione dei risultati del piano "lavoro sicuro".

Presenti anche presidente della Camera di commercio Luca Giusti, i rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati (per loro sono intervenuti, rispettivamente Moreno Vignolini di Confartigianato Imprese Prato e Rodolfo Zanieri della Uil).

Ma se è vero che nell’area dell’Asl Toscana Centro i dormitori abusivi si sono ridotti di un terzo fra la “fase 1” (settembre 2014-marzo 2017) e la “fase 2” (dall’aprile 2017 a oggi), passando dall'11,7 al 7,6% (è compreso anche il fenomeno delle case-fabbrica), a Prato si sono quasi dimezzati passando dal 17,9 al 9,4 %. Viceversa, il tasso di regolarità delle imprese controllate è salito dal 29,3 al 31,8%.

Diminuiti anche gli impianti elettrici non a norma (dal 27,4 al 6,9%) mentre le notizie di reato per le violazioni più gravi sono scese dal 69,4 al 43,8%. «La “fase 3”, quella che partirà ad aprile 2019, vedrà un affinamento dei criteri ispettivi – annuncia Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro - con le verifiche che si concentreranno nei serali e nei festivi, contro alcune attività particolari: tra queste, il mercato delle prestazioni fasulle e quello dei falsi macchinari».

Consolato “latitante”? «I nostri concittadini prestano più attenzione alla sicurezza – ha dichiarato il console Wang Fuguo - Il rispetto delle regole diventerà la normalità».

Ma il procuratore Giuseppe Nicolosi torna a chiedere più collaborazione al consolato cinese, puntando una lente d’ingrandimento sullo sfruttamento lavorativo e sul caporalato. «Non sempre è possibile acquisire la dichiarazione del lavoratore sfruttato. Rinnovo al console l’invito a collaborare per individuare i mediatori linguistici che, nell’immediatezza del fatto, sono fondamentali». — Maria Lardara

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