Sindacati e Cna ai ferri corti sul contratto integrativo
Si rompe la trattativa che interessa 160 dipendenti tra Prato e Pistoia «Non ci sono risorse per noi, ma si trovano per l’affitto di una sede prestigiosa»
PRATO. Sindacati e Cna sono ai ferri corti sul rinnovo dell’integrativo, che riguarda un centinaio di lavoratori a Pistoia e circa 60 a Prato. Lo rendono noto i rappresentanti di Cgil e Cisl, oltre alle rappresentanze aziendali, che si dicono pronte alla mobilitazione se non verrà trovato un accordo con Cna Toscana Centro, vale a dire la sezione che riunisce Prato e Pistoia della Confederazione nazionale dell’artigianato.. La rottura arrivata nei giorni scorsi e venerdì si è tenuta un’assemblea dei lavoratori ad Agliana, nel corso della quale i dipendenti hanno espresso «netta contrarietà nei confronti della direzione aziendale, che tenta di delegittimare la rappresentanza e il confronto sindacale. È un fatto grave che va superato».
«Il colpo basso senza precedenti al clima aziendale interno ed alle relazioni sindacali - si legge in una nota di Cgil e Cisl - si è generato dalla impossibilità di un accordo sul contratto integrativo (che interessa i circa 100 lavoratori di Cna Pistoia e i circa 60 di Cna Prato). La Direzione ha proposto interventi per abbassare il costo del lavoro: più flessibilità e nessuna garanzia sulla fruizione di ferie, mancato recupero straordinari, mancati riconoscimenti economici a norma di Contratto nazionale (come sulle trasferte). La delegazione sindacale ha espresso indisponibilità, e la direzione ha risposto con avvisi, circolari e disposizioni poco chiare che rischiano di ingessare il lavoro, a danno della stessa Cna».
I sindacati criticano la sostanza delle decisioni prese ma anche il metodo. «Non ci può mai convincere - scrivono - chi pensa di uscire dalle difficoltà con approcci unilaterali e autoritari, seguendo la moda di attaccare il ruolo del sindacato che non è certo quello di sottoscrivere ipotesi gradite solo alle direzioni e ai Cda. La verità dei fatti è più semplice. Da parte nostra è stato saggio tentare di ripartire dalle norme di riferimento del Contratto nazionale, senza proclamare sciopero. Unilateralmente Cna Toscana Centro ha deciso di andare per la sua strada, confermando il tentativo di imporre rapporti diretti e individuali con i dipendenti, lo stesso che ha creato figli e figliastre e che l'assemblea dei lavoratori di venerdì scorso ha decisamente contestato (assemblea che tra l’altro, per la prima volta, ha visto il personale di Pistoia e Prato insieme)».
Quanto alla carenza di risorse, il sindacato è ancora più duro, mettendo in dubbio le affermazioni dell’associazione degli artigiani: «Non si spiegano, le lavoratrici e i lavoratori, come mai se le cose non funzionano è colpa loro, né si spiegano il dettaglio per cui non ci sono risorse per investire in un Contratto integrativo ma per affittare una nuova sede direzionale più "prestigiosa" si trovano... E legittimamente, le lavoratrici e i lavoratori, si chiedono: Cna intende rispettare le norme contrattuali in tema di straordinario, ferie, trasferte? E ce lo chiediamo anche noi. Chiediamo un incontro urgente alla Direzione, pronti a mobilitarci».
Non siamo ancora allo sciopero, dunque, ma la mobilitazione è dietro l’angolo se non si riuscirà a trovare un accordo sulle richieste dei dipendenti in tema di contratto integrativo. —
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