Studenti della Rete in piazza contro i tagli all’istruzione
Cartelli e striscioni davanti al Comune nella prima manifestazione dell’anno. «Ridotte le ore di alternanza-scuola lavoro, risparmio sulla pelle dei ragazzi»
PRATO. Gli studenti delle medie superiori pratesi scendono in piazza per denunciate i tagli alla scuola e all’università. La manifestazione, venerdì 16 mattina in piazza del Comune, è stata organizzata dalla Rete studenti medi Prato e vi hanno aderito un centinaio di studenti.
«Chiediamo che questo governo metta giù la maschera sui fondi in istruzione – scrive Federico Rossi, studente della Rete –. Non è accettabile che si promettano investimenti per fare propaganda, ma che allo stesso tempo il ministro dell’Istruzione dica che “bisogna scaldarsi con la legna che si ha”, e che pochi giorni dopo saltino fuori 29 milioni di euro di tagli: 14 sulla scuola, 15 sull’università».
Governo sotto accusa anche sulla riduzione delle ore di alternanza scuola-lavoro, che «non risolve il problema dello sfruttamento». «Ogni giorno paghiamo le conseguenze di percorsi mal strutturati e poco formativi – prosegue Rossi – E i 56 milioni “risparmiati” col taglio delle ore, dove finiranno? Diciamo basta alla propaganda sulla pelle degli studenti»
Passando poi alla manovra “Scuole sicure”, gli studenti scrivono che si « spaccia per sicurezza l’installazione delle telecamere e i cani antidroga fuori dalle scuole: ma a spacciare morte gli edifici pericolanti in cui studiamo. La scuola sicura è quella che non ci crolla in testa».
Quanto al Decreto Sicurezza di Salvini, secondo Rossi «fa leva sull’incertezza delle nostre vite per criminalizzare lo straniero e offende il concetto stesso di cittadinanza». E poi il diritto allo studio: «Ogni anno paghiamo migliaia di euro in libri, trasporti, materiale. Chi non li ha, lascia la scuola: sono 150mila gli studenti che ogni anno abbandonano». —
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