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Lo sbarco di Ups, re della logistica. Tra un anno la sede e nuove assunzioni - Foto
Prato, in via Sabadell saranno triplicati gli spazi rispetto a Calenzano per ampliare il centro di smistamento e consegna pacchi
PRATO. Uno degli ultimi lenzuoli di terra su cui si poteva edificare in quella zona è stato transennato. Ruspe in azione nell’area di cantiere. Macrolotto 2, via Sabadell. Su quegli ottomila metri quadrati ha buttato gli occhi un colosso della logistica: Ups ha scelto la zona industriale di Prato, al confine con Campi, per aprire il suo nuovo centro di smistamento e consegna pacchi. Lo sposterà da Calenzano e, nel nuovo spazio operativo, sarà capace di muovere tremila pacchi all’ora su 110 veicoli di consegna. Ma questo succederà fra un anno.
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Venerdì 9 i vertici di Ups, che in Italia dà lavoro a 1200 persone e in Toscana ha altre filiali (Livorno, Grosseto e Siena), hanno potuto assistere alla posa della prima pietra, circondati dal sindaco Matteo Biffoni, dai parlamentari Antonello Giacomelli (Pd) e Giorgio Silli (Forza Italia). Deus ex machina dell’operazione è il costruttore Giovanni Nigro che, insieme ai soci Fabrizio Marino e Daniele Baroncelli, ha messo in piedi l’immobiliare Maniba srl. È suo l’investimento sul mattone di 12-13 milioni di euro per costruire l’immobile e poi affittarlo alla casa di spedizioni: un affare promettente visto che per Ups i volumi dall’Italia sono cresciuti di oltre il 15% nel 2017. «Questo centro sarà pienamente operativo entro la fine del 2019 – ha dichiarato Karl Haberkorn, responsabile di Ups Italia – Ci consentirà di collegare ancora meglio i nostri clienti verso altre destinazioni».
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E tra i clienti ci sono tante aziende tessili del distretto che, tramite Ups, fanno già volare nel mondo il “made in Prato”. Perché scegliere proprio il Macrolotto 2? «Questa è un’area strategica. A Prato triplicheremo i nostri spazi logistici rispetto alla sede di Calenzano» spiega Marco Carenini, operations director di Ups Italia. Difficile quantificare al momento i posti di lavoro che porterà lo sbarco di Ups Italia a Prato. Anche perché, con il trasferimento nel Macrolotto 2, saranno riuniti in un’unica struttura i servizi di consegna e carico dei pacchi che Ups gestiva in provincia di Firenze. Ma oltre ai 120 dipendenti che si trasferiranno da Calenzano potranno esserci nuove assunzioni, soprattutto in funzione dei picchi natalizi. Molto dipenderà dai volumi di merce che riuscirà a movimentare il big della logistica che, dal centro di via Sabadell, gestirà consegne e ritiri nelle province di Firenze, Pistoia e Arezzo.
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«Siamo nel bel mezzo di un piano di investimenti quinquennale nella nostra rete europea del valore di due miliardi di dollari – ha spiegato Carl Sturgeon, presidente di Ups West Europe – Rientra in questo piano l’investimento del nuovo centro di Prato». Dove la logistica trova casa e si prepara per andare a braccetto con la tecnologia magari sfruttando le potenzialità offerte dalla rete 5G. È lo scenario che delinea il parlamentare Giacomelli. «Prato è una delle cinque città italiane in cui sarà sperimentata questa tecnologia ma l’esecutivo ha diminuito le risorse. La presenza di Ups dà un’ulteriore possibilità per affinare la sperimentazione del 5G nella logistica».
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Buttandola sull’ironia, il deputato ha rassicurato il responsabile di Ups Italia che si era scusato con i presenti per l’imperfetta coniugazione del congiuntivo. «Stia tranquillo, sbaglia anche il nostro vicepresidente (Di Maio, ndr)». A dare la benedizione all’arrivo di Ups anche il collega Silli («se siamo repulsivi nei confronti delle imprese il futuro sarà drammatico per lavoratori e imprenditori») e il sindaco Biffoni che ha ringraziato l’azienda per lo sforzo d’investimento. «Il mio benvenuto a Ups che porta crescita sul nostro territorio».
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