Il Tirreno

Prato

Uccisa e fatta a pezzi, dopo 15 anni l'ombra della setta satanica sulla morte di Imane

Imane Laloua, la giovane donna scomparsa da Prato nel 2003
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Imane Laloua, la giovane donna scomparsa da Prato nel 2003

Sono della ragazza scomparsa a Prato nel 2003 le ossa che vennero ritrovate nel 2006 in sacchi gettati in un boschetto dell'A1 dopo il casello di Barberino di Mugello. Lo ha stabilito l'esame del dna. L'appello del pm: "Chi sa parli"

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PRATO. Sono di una giovane donna scomparsa da Prato nel giugno del 2003 quando aveva 22 anni, Imane Laloua, le ossa che vennero ritrovate nel 2006 in sacchi gettati in un boschetto dell'A1 dopo il casello di Barberino di Mugello. Lo ha stabilito l'esame del dna. Ora la procura di Firenze chiede che chiunque sa qualcosa e del motivo per cui fu uccisa aiuti le indagini.

Il pm Giuseppina Mione indaga per omicidio volontario e occultamento di cadavere. La madre denunciò la scomparsa della figlia nel settembre 2003 e da allora non ha mai smesso di chiedere alle autorità di appurare cosa le fosse accaduto.

Il ritrovamento delle ossa risale al 21 giugno 2006, quando un camionista si fermò in un'area di sosta e scoprì nel boschetto adiacente alcuni sacchi contenenti le ossa, separate dalle parti molli. Gli omeri dello scheletro erano legati con uno spago e la squadra "anti-sette" della Mobile di Firenze ipotizzò allora, e ipotizza anche oggi, che la donna fosse stata vittima di un rito satanico.

La mamma della ragazza, Zoubida Chakir, ha lasciato un messaggio su Facebook: "Voglio però ricordardati com'eri. Pensare che ancora vivi. Voglio pensare che come allora mi ascolti, che come allora sorridi".

Imane aveva raggiunto nel 1995 la mamma a Montecatini Terme. Allora Imane studiava all’istituto alberghiero, per poi lavorare negli alberghi della città termale. Imane Laloua, di nazionalità marocchina, aveva 32 anni quando la madre l’ha vista l’ultima volta. Erano nella loro casa di Montecatini e litigarono perché Zoubida non voleva che Imane raggiungesse il marito a Prato. Si erano sposati tre anni prima, ma lui spacciava droga e continuava a entrare e uscire dal carcere. Un paio di mesi dopo, quando la madre andò a cercarla a Prato, il marito disse di non saperne niente e Zoubida capì che era successo qualcosa di grave. Presentò denuncia di scomparsa alla polizia, ma all’epoca non c’erano elementi per sospettare che non si trattasse di uno dei tanti allontanamenti volontari, anche perché un conoscente disse poi alla madre di aver visto Imane il 6 luglio di quello stesso anno mentre festeggiava il compleanno in un locale di Firenze.

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