Italia
Donzelli consegna il tricolore ad una stireria cinese
Il deputato: «Questo fazzoletto di terra fra Prato e Montemurlo è un luogo simbolo dell'invasione straniera in Toscana»
PRATO
Un 4 Novembre, festa delle forze armate, festeggiato in modo diverso, con il tricolore che vorrebbe far ritornare la legalità laddove sembra confusa. Fratelli d’Italia, ieri mattina ha mobilitato militanti e dirigenti politici toscani portandoli in via del Pantano a Oste di Montemurlo difronte ad una azienda cinese, chiusa per pesanti irregolarità e riaperta più volte con altra ragione sociale, per denunciare quella che è stata chiamata dall’onorevole Giovanni Donzelli «una mafia che vive di omertà, con complici e con uno Stato che non interviene. Qui dobbiamo intervenire con le stesse leggi con cui si combatte la mafia». L’onorevole Donzelli, il consigliere comunale di Montemurlo Matteo Mazzanti e una piccola delegazione di Fratelli d’Italia, chiedendo permesso ieri mattina è entrata dentro la stireria gestita da persone orientali. Una visita durata pochi minuti, dentro il capannone che ha più volte cambiato ragione sociale, chiudendo e riaprendo subito dopo. «Una situazione molto tipica delle ditte cinesi, bambini a giro durante la lavorazione, una cucina per mangiare fra le macchine di produzione, un bagno fatiscente, insomma una situazione di certo complicata, hanno detto quelli di Fli. Fuori dal capannone, militanti e politici di Fli hanno poi dato vita alla manifestazione per denunciare che questo fazzoletto di terra fra Prato e Oste di Montemurlo è un "luogo simbolo dell'invasione straniera" in Toscana. «A Montemurlo non si può parlare di invasione dei cinesi», ribatte il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini «le aziende straniere sono 150 su 3500 ditte, fra cui di dimensioni grandi e italiane, che sono sul nostro territorio». Ma il problema c’è. «Se non sbaglio qui ha governato sempre la sinistra, o comunque oggi il Pd e permettere questa situazione non dipende certo da chi è all'opposizione – dice Francesco Torselli, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia - In Toscana ci sono troppe zone dove lo Stato continua a girare la testa. Qui si permettono leggi e regole in proprio, lo Stato non fa lo Stato. Questa azienda è stata chiusa dal sindaco e dalle autorità e subito dopo ha riaperto come se nulla fosse». —
ALESSANDRO FORMICHELLA
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