Il Tirreno

Prato

provincia 

Preoccupano i nuovi tagli ai trasferimenti agli enti locali

di Maria Lardara
Il nuovo presidente provinciale Francesco Puggelli e il presidente provinciale uscente Matteo Biffoni
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Il nuovo presidente provinciale Francesco Puggelli e il presidente provinciale uscente Matteo Biffoni

Prato, il presidente della Provincia uscente Matteo Biffoni: «Nel 2018 fatti importanti lavori nelle scuole». Il nuovo presidente Francesco Puggelli: «In primavera sarà inaugurato il Ponte Manetti»

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PRATO. «Ci mandano alla guerra ma non ci danno le armi per affrontarla». Metafora militare a parte, è ben chiara la portata dell’impegno che ha di fronte Francesco Puggelli. Che parla così da presidente della Provincia fresco di elezione, da super sindaco col compito di guidare gli altri sindaci della sua area. Non lo conforta il fatto che i conti di palazzo Banci Buonamici siano in salute, con un bilancio di 40 milioni di euro che nel 2014 ammontava a tre volte di più. Il primo cittadino di Poggio a Caiano subentra al suo collega di Prato, un Biffoni orgoglioso di lasciare in eredità un bilancio in ordine. Ma non sono rose e fiori. «La comunità dei sindaci deve assumersi la responsabilità di pasticci fatti altrove». Non ha difficoltà ad ammetterlo Puggelli mentre indossa la casacca di governatore provinciale, quella che gli frutta zero euro al mese (non sono previsti compensi per questa carica), e mentre picchia duro contro la riforma Delrio che di fatto ha esautorato le Province senza cancellarle. Il peggio sembra alle spalle. «C’è stato un momento in cui abbiamo avuto timore per pagare gli stipendi ai dipendenti», confessa il presidente uscente Matteo Biffoni. Il personale s’è ridotto da 130 a 55 persone (smantellato anche l’ufficio stampa) che si occupano soprattutto di edilizia scolastica e manutenzione delle strade. E quest’anno, per la prima volta, a palazzo Banci Buonamici s’è tornato ad assumere: tre persone all’inizio del 2018, due avvisi di mobilità sono in corso e altre quattro figure saranno assunte entro i primi del 2019.

In mezzo alla gente. «Farò come fanno i sindaci: starò in mezzo alla gente. Ed è per questo, per testimoniare la vicinanza alle periferie, che andrò sui territori: il primo incontro è previsto a Cantagallo». Parola di Puggelli. Che ha il dente avvelenato contro la manovra del Governo. «Nel Def (documento di economia e finanza, ndr) è stato ventilato un taglio nei trasferimenti agli enti locali. Se fosse così sarebbe un bagno di sangue. E bisogna smettere di fare cassa con gli enti locali».

Edilizia scolastica. «Tutte le scuole superiori hanno trovato casa. Abbiamo risolto i problemi di spazio degli istituti». È questo il traguardo che sventola con più orgoglio Biffoni: l’ampliamento del liceo musicale e la nuova succursale del Brunelleschi nell’ex Fil. Fra arredi e laboratori quest’anno la Provincia ha investito 115mila euro cui si aggiungono gli investimenti per le palestre: 3,2 milioni per il Marconi, 200mila euro per il Datini e 600mila euro per la palestra del Gramsci-Keynes. Ci vorranno 18 mesi perché quest’ultima venga messa a norma per il pubblico: l’intervento è in fase di progettazione.

Interventi sulle strade. La spina nel fianco è la manutenzione della 325: l’investimento stanziato per quest’anno è di 500mila euro, 1,2 milioni di euro l’anno a partire dal 2019. «Apriremo nuovi cantieri», annuncia Biffoni. E a primavera sarà inaugurato il Ponte Manetti, gioiello dell’ingegneria italiana dell’800, che collegherà in modo sostenibile (piste ciclabili) Prato a Poggio a Caiano.

Creaf, Biffoni: “non lo avrei chiuso prima”. Sulla vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto torna a parlare Biffoni. «Si aprirà il processo e si starà a vedere. Potendo tornare indietro, non avrei chiuso prima il Creaf. Era nostro dovere provare a salvaguardare il più possibile il denaro pubblico». —

MARIA LARDARA .

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