Bottegaia palpeggiata Chiesta una pena mite
PRATOHa versato qualche lacrima in aula durante l’arringa del suo avvocato difensore il fornaio pratese di 36 anni che è sotto processo con l’accusa di aver palpeggiato una bottegaia di Figline...
PRATO
Ha versato qualche lacrima in aula durante l’arringa del suo avvocato difensore il fornaio pratese di 36 anni che è sotto processo con l’accusa di aver palpeggiato una bottegaia di Figline durante la consegna del pane. Il difensore, Massimo Taiti, ha chiesto l’assoluzione dell’imputato, mentre il pubblico ministero Valentina Cosci ha chiesto una condanna tutto sommato lieve: un anno, un mese e dieci giorni di reclusione.
Il processo si riferisce a un episodio che sarebbe accaduto nel giugno del 2014. La negoziante raccontò di aver dovuto subire le attenzioni particolari del fornaio che avrebbe tentato di abbracciarla e sarebbe stato respinto in malo modo. Lui nega su tutto il fronte e dice di averla voluta consolare dopo averle fatto presente che se non saldava il conto arretrato, il giorno dopo non avrebbe ricevuto la solita fornitura di pane.
Due versioni inconciliabili sulle quali il giudice Silvio De Luca deciderà il prossimo 19 ottobre, quando è fissata la lettura della sentenza.
La difesa punta molto sulla circostanza, ricordata più volte in aula, che i due protagonisti della vicenda si sono scambiati alcune decine di messaggi sui rispettivi telefoni cellulari il giorno prima del “fattaccio”. Secondo la difesa in quei messaggi si parlava delle difficoltà economiche della negoziante, mentre la donna parla di un corteggiamento pressante da parte del fornaio. —
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