Il Tirreno

Prato

l’intervista 

La scommessa di Donatini: «Fondere novità e territorio»

M.M.
La scommessa di Donatini: «Fondere novità e territorio»

La scelta del tema (il crollo)  non è stata influenzata  dalla tragedia del ponte  di Genova: «Una coincidenza Ci lavoravamo da un anno»

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Edoardo Donatini, cos’è Contemporanea?

«È un progetto che ha 19 anni in 16 edizioni, perché alcune sono state biennali. Da sempre rivolge l’attenzione ai processi innovativi del teatro, della danza, della performance. Cerca di interpretare urgenze e complessità del presente attraverso i linguaggi del contemporaneo. Segue la creazione artistica nazionale e internazionale, spesso rivelando nuove realtà, operando in sintonia con la vocazione del territorio pratese, che esprime un centro dedicato alle arti contemporanee».

Cosa intende per “arti contemporanee”?

«Intendo una libertà che ogni singolo artista mette nella costruzione dell’opera; la sua possibilità di attraversare codici diversi da quelli tradizionali per comunicare qualcosa che appartiene al nostro tempo o forse a quelli prossimi. Contemporaneo è saper cogliere, con i segni delle arti, qualcosa di imprevedibile».

Cosa è cambiato in 19 anni?

«I festival si trasformano, altrimenti non potrebbero dar conto delle metamorfosi della scena. Sono influenzati dalle modificazioni culturali, economiche, politiche. Io stesso ho cambiato la mia visione nel tempo, sollecitato da opere di artisti che vivono le trasformazioni dei nostri anni».

La scelta del tema conduttore, “Vivere al tempo del crollo”, è influenzata dai recenti fatti di cronaca?

«In realtà è una coincidenza: ci stavamo lavorando da un anno. Vuole riflettere una condizione esistenziale, che sento inserita in una più globale». —

M.M.

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