Fa ricorso dopo la bocciatura Ma il Tar dà ragione ai prof
Il verbale di scrutinio era stato impugnato dai genitori di un alunno dislessico Il preside Santagati: «Non sempre le famiglie accettano l’insuccesso scolastico»
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Per i genitori quel ragazzo non doveva ripetere l’anno al Datini. Non lui, che invece è stato trattato come altri suoi coetanei bocciati.
Per la scuola invece quell’alunno aveva il record di insufficienze e come tale era da bocciare. Ma Angelo (nome di fantasia) è un ragazzo “speciale”, non uno studente svogliato o pigro qualsiasi: ha la dislessia, con una diagnosi di Dsa (disturbi specifici dell’apprendimento) che, tuttavia, non è di per sé garanzia di promozione.
I genitori non si sono rassegnati al giudizio negativo e così, prima dell’estate, hanno impugnato la decisione del consiglio di classe di fronte al Tar della Toscana. Che però ha dato ragione alla scuola respingendo il ricorso della famiglia. In sostanza, la sentenza del tribunale amministrativo ribadisce il buon lavoro svolto dal consiglio di classe nella valutazione del ragazzo, come si può estrapolare dalla sentenza depositata il 14 settembre scorso.
«Il verbale di scrutinio impugnato – si legge fra le righe – reca un’espressa motivazione in ordine all’avvenuto rispetto delle misure dispensative e degli strumenti compensativi tesi a ovviare alle difficoltà di apprendimento del ricorrente. Non risultano documentate violazioni del piano didattico personalizzato». L’impianto del ricorso della famiglia, infatti, si fondava sul fatto che l’istituto non avrebbe applicato la norma prevista dalla legge 107, quella che tutela il diritto allo studio dei ragazzi Dsa stabilendo l’uso degli strumenti compensativi (come le mappe concettuali) durante i compiti scritti e applicando una serie di misure dispensative. Ovvero, si evita di chiedere a un alunno Dsa di svolgere particolari prestazioni che, a causa del disturbo, risultano difficili e non migliorano l’apprendimento, come la lettura in classe di un lungo brano. Tutte misure che i docenti dell’istituto di via Reggiana, secondo la giustizia amministrativa, avrebbero messo in atto nel caso specifico.
«Al Datini – spiega il dirigente scolastico Daniele Santagati – sono iscritti 150 studenti con disturbi specifici d’apprendimento nei confronti dei quali i consigli di classe rispettano scrupolosamente la norma prevista dalla legge 170. Purtroppo non sempre le famiglie accettano un eventuale insuccesso scolastico dell’alunno ritenendo erroneamente che il proprio figlio debba essere sempre o comunque promosso. Ma la scuola deve in ogni caso valutare le competenze». Non è la prima volta che il Datini si ritrova al cospetto del giudice amministrativo per una bocciatura contestata “indesiderata” che si risolve a suon di carte bollate. Accadde anche tre anni fa.
«La famiglia – ricorda Santagati – si appellò al consiglio di Stato ma anche in quel caso la sentenza fu favorevole nei confronti del Datini. Certo, per un dirigente scolastico questi ricorsi rappresentano delle perdite di tempo soprattutto nella fase d’istruttoria della pratica».
Insomma, la promozione non è mai scontata nel momento in cui i docenti dovessero riscontrare negli allievi un minore impegno per raggiungere gli stessi obiettivi di apprendimento degli altri compagni. Al tecnico (agrario) e professionale (alberghiero) Datini sono iscritti quest’anno 1351 studenti. —
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