Meteo
Vannucci per 4 ore davanti ai magistrati «Al telefono non ero io»
PRATO«Quella voce non è la mia, sono sicuro». Luca Vannucci, già consigliere comunale delegato alla sport e ora semplice consigliere, è stato interrogato per quattro ore dai sostituti procuratori...
PRATO
«Quella voce non è la mia, sono sicuro». Luca Vannucci, già consigliere comunale delegato alla sport e ora semplice consigliere, è stato interrogato per quattro ore dai sostituti procuratori Lorenzo Boscagli e Lorenzo Gestri, titolari dell’inchiesta che lo vede indagato insieme ad altri con l’accusa di aver accelerato indebitamente i lavori di ristrutturazione dello stadio in cambio di una possibile carica negli organismi regionali del calcio giovanile.
Vannucci, assistito dall’avvocato Alberto Rocca, ha risposto a tutte le domande e in particolare ha disconosciuto la paternità di un’intercettazione telefonica a lui attribuita. Dice che non era lui al telefono.
Quanto ai presunti possibili vantaggi in cambio di eventuali favori fatti al presidente del Prato Paolo Toccafondi (anche lui indagato) dice di non aver chiesto nulla e di non aver avuto nulla. Ha ripercorso pazientemente una lunga serie di telefonate e ha spiegato i rapporti coi suoi interlocutori. La proposta di un incarico nel calcio giovanile, dice, non sarebbe legata a qualche favore da lui fatto. Soprattutto, non ha tirato in ballo nessun’altro oltre alle persone già indagate (tra cui figurano l’architetto Piantini e il dipendente comunale Sanzo). —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
