Meteo
In classe quasi 30mila studenti Alunni “stranieri” a quota 39%
Ormai sui banchi siedono sempre più figli di immigrati: boom al Convitto dove la percentuale di alunni con la cittadinanza non italiana supera il 56%
prato
Vacanza archiviate, classi quasi tutte formate, zaini già preparati. Pronti, attenti, via: il primo “drin” della campanella è fissato per lunedì 17 settembre. Squillerà per quasi 30mila bambini e ragazzi che torneranno sui banchi delle scuole pratesi, dalle materne fino alle superiori.
Cresce la popolazione scolastica pratese, con undici sezioni in più (da 729 a 740) che sono state attivate nei vari istituti comprensivi statali del territorio rispetto all’anno scorso: due alla materna, tre alla primaria e ben sei alle medie. Cresce ed è sempre più multietnica: la percentuale di bambini “stranieri” che frequentano materne, elementari e medie, ovvero alunni con cittadinanza non italiana (si tratta spesso di studenti nati in Italia) è cresciuta di cinque punti percentuali rispetto all’anno scolastico 2017/2018 passando dal 34 al 39%, tenendo conto anche dei dati del convitto Cicognini e delle scuole paritarie. La fotografia della scuola pratese è stata scattata durante gli “Stati generali” dell’istruzione a Prato, il seminario organizzato dal Comune alla biblioteca Lazzerini che ieri ha chiamato a raccolta tutti gli operatori scolastici coinvolti.
Altro che tetto di alunni “stranieri”, fissato dall’ex ministra Gelmini per fare in modo che la presenza di studenti non italiani in classe non superi il 30%. A Prato, vista l’alta concentrazione di bambini di origine cinese, è sempre stato possibile derogare dal tetto ministeriale. E così l’amministrazione comunale punta sullo strumento della lingua per favorire l’inserimento di questi bambini in classe senza isolarli dai compagni italiani. «Per questo ogni anno stanziamo le risorse necessarie per attivare sei classi di accoglienza sparse nei vari istituti comprensivi statali – spiega l’assessora alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti – in cui inserire i bambini arrivati nel corso dell’anno per apprendere l’italiano».
In principio era la scuola cara a D’Annunzio , poi divenuta uno status symbol della borghesia pratese. Quest’anno, alla primaria e alla secondaria di primo grado del convitto Cicognini, la percentuale di stranieri supererà abbondantemente la soglia del 50%: su 127 alunni iscritti alla primaria, il 56,69% non ha cittadinanza italiana mentre su 222 iscritti alle medie non parla solo italiano quasi il 56%. E si tratta per lo più di bambini e ragazzi cinesi.
Sono in 200 ai nidi, in 76 alle materne. Aspettano che si liberi un posto nella scuola comunale che hanno scelto, quella magari più vicina alla residenza dei nonni. E non è detto che, nel caso della materna, coincida con la sede di stradario. «Nessuno rimane a piedi: l’alternativa alla materna comunale dove non c’è posto può essere la statale – fa notare Ciambellotti – Stesso discorso per i nidi comunali dove abbiamo 370 posti a fronte dei 700 nei nidi convenzionati». E pensare che, come ricorda l’assessora al personale Benedetta Squittieri, nel 2014 la giunta Biffoni dovette chiudere tre nidi per via delle poche iscrizioni. «Abbiamo deciso invece di potenziare il servizio aprendo quest’anno due nidi in più, Pan di Ramerino e Corridoni, oltre a Le Girandole aperto l’anno scorso». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
