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Alla Marcia della pace l’Anpi ha ricordato il sacrificio di Elisa
PRATO«È necessario fare buon uso della memoria, promuovere l’educazione al vivere civile e diventare noi stessi esempio di cittadinanza attiva». Lo ha detto la presidente dell’Anpi provinciale Angela...
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«È necessario fare buon uso della memoria, promuovere l’educazione al vivere civile e diventare noi stessi esempio di cittadinanza attiva». Lo ha detto la presidente dell’Anpi provinciale Angela Riviello a Figline, in occasione delle celebrazioni del 74° anniversario della Liberazione di Prato dal nazifascismo. Insieme a lei, in tanti si sono radunati la sera di giovedì per prendere parte alla “marcia della pace” e alla cerimonia in ricordo dei 29 partigiani che proprio il 6 settembre nel 1944 vennero catturati e impiccati a Figline dai nazisti in ritirata. «Abbandoniamo le piazza virtuali e riempiamo le piazze reali. Rimbocchiamoci le maniche e, sull’esempio dei partigiani, “resistiamo” e lottiamo per costruire una società più giusta» ha aggiunto Riviello, che ha rivolto un pensiero anche ad Elisa Amato, la giovane pratese uccisa nel maggio scorso dall’ex fidanzato.
Ad aprire il corteo in ricordo dei 29 martiri, partito da via 7 Marzo, la filarmonica Giacomo Puccini, seguita dai valletti del Comune di Prato con il gonfalone della città e i rappresentanti dell’amministrazione comunale. Presente anche la provincia di Prato e i suoi 6 Comuni, oltre ai Comuni amici Signa, Campi Bisenzio e Val Liona (Vi). E ancora, tra gli altri, la Regione Toscana, il Comune di Firenze, Anpi, Aned, Pd, Giovani Democratici, Cgil e tanti cittadini. Tutti insieme per ricordare chi 74 anni fa perse la vita per difendere la libertà. Il corteo si è fermato in piazza 29 martiri, dove il sindaco Matteo Biffoni e il prefetto Rosalba Scialla hanno deposto una corona d’alloro al monumento in memoria dei partigiani uccisi.
Poi il saluto nella vicina piazza dei Partigiani. «Tutti noi dobbiamo essere più efficaci nel vigilare che non venga mai superato un limite imprescindibile: quello della democrazia, del dialogo e del confronto – ha affermato Biffoni –. In un mondo rumoroso, in cui rischiano di passare messaggi fuorvianti, soprattutto alle nuove generazioni, ricordare dove sta quel limite deve essere un lavoro quotidiano, affinché lo sforzo fatto 74 anni fa dai partigiani sia davvero un patrimonio condiviso». Il primo cittadino ha condannato poi il gesto di coloro che giorni fa hanno disegnato una svastica sul muro del Museo del tessuto: «È un messaggio preoccupante dei tempi che stiamo vivendo» ha detto. Alle celebrazioni c'era anche Fiorello Fabbri, partigiano, classe 1928. —
FABRIZIA PROTA
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