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Addio a monsignor Razzoli Il canonico dei matrimoni
Il canonico della cattedrale e pievano della parrocchia di Santa Maria a Filettole è morto all’età di 92 anni Oggi alle 16,30 il funerale
Prato
Si terrà oggi alle ore 16,30 in cattedrale, presieduti dal vescovo Franco Agostinelli e concelebrati dal clero diocesano, il funerale di monsignor Guido Razzoli, pievano di Santa Maria Assunta a Filettole e canonico della cattedrale di Prato, morto nella notte tra mercoledì e ieri.
Monsignor Razzoli aveva 92 anni ed era parroco del piccolo borgo a mezza costa della Retaia dal 1953. Di Filettole è stato guida spirituale e anche paesano perché la famiglia Razzoli vive in questo angolo della collina pratese da secoli. Per questo motivo il canonico è sempre stato depositario della storia del paese. La chiesa di Santa Maria è conosciuta perché moltissimi pratesi si sono uniti lì in matrimonio, nel maggior parte dei casi proprio da don Guido. Il sacerdote calcolava di aver celebrato più di tremila matrimoni nel corso della sua vita.
Tra i tanti eventi di cui è stato testimone ce n’è uno in particolare che ricordava spesso: il bombardamento dell’8 febbraio 1944 quando la chiesa di Filettole fu rasa al suolo. Gli abitanti però si salvarono tutti: nessuno rimase ferito, perché l’allora parroco, don Corrado Mattolini, ebbe l’intuizione di far nascondere tutti in un rifugio nel bosco.
La pieve fu poi ricostruita su progetto dell’architetto Silvestro Bardazzi e inaugurata da un giovane don Guido nel 1958. Da allora il sacerdote è sempre rimasto fedele alla parrocchia e ai parrocchiani, che lo hanno sempre sostenuto, soprattutto in questi ultimi anni segnati dalla vecchiaia. Da parroco ha vissuto a Filettole tutte le visite pastorali dei vescovi residenziali di Prato: quella di monsignor Pietro Fiordelli negli anni ‘50, a monsignor Gastone Simoni nel 1995 e di monsignor Franco Agostinelli nel giugno 2015.
Tra i suoi più fedeli collaboratori il canonico Luciano Pelagatti, parroco di Santa Maria della Pietà e parente di monsignor Razzoli. La sua è stata una presenza quotidiana a fianco dell’anziano sacerdote, che non è mai venuto meno alla celebrazione eucaristica nella sua parrocchia ed è sempre stato presente nei momenti più importanti della vita in cattedrale. —
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