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Bisenzio, contro la razzia di pesci spunta un cartello in cinese
La zona di protezione è stata istituita nei giorni scorsi nel tratto di fiume fra il ponte Petrino e il ponte Datini. Una misura per tutelare la fauna ittica
PRATO. Lunga vita al cavedano, alle carpe e al barbo comune. Che, per chi non lo sapesse, sono pesci d’acqua dolce caratteristici del tratto di fiume Bisenzio compreso tra il ponte Datini e il ponte Petrino.
Pesci che fanno gola ai pescatori cinesi che talvolta tornano dal Bisenzio carichi di “bottino” e vengono multati dalla polizia provinciale per i loro metodi pesca selvaggia. Ma ora lì, su quel tratto di fiume lungo circa 2800 metri, è entrata in vigore la zona di protezione con l’obbligo di rilasciare in acqua il pescato ad eccezione del siluro e del pesce gatto. E siccome la zona a divieto parziale di pesca (no kill) è stata istituita dalla Regione Toscana con un decreto dirigenziale del 16 maggio scorso, ecco che da pochi giorni è comparso un cartello che prescrive queste disposizioni anche in mandarino, con tanto di traduzione dei divieti in ideogrammi.
È stato un lettore del Tirreno, Fiorenzo Manetti, a segnalare il doppio cartello italiano-cinese collocato sulla sponda del fiume fra il ponte XX Settembre e il ponte Petrino dopo averlo postato sul gruppo Facebook “Sei di Prato se”. Spulciando nell’albo pretorio della Regione Toscana si scopre che, in realtà, la zona di protezione a tutela della fauna ittica in quel punto del Bisenzio è stata istituita su richiesta della sezione pratese della Fipsas (federazione italiana pesca sportiva). E questo, come si legge fra le righe dell’atto amministrativo regionale, "per migliorare le condizioni di pescosità del fiume e la conservazione delle risorse ittiche".
Sotto accusa, in particolare, i "pescatori non regolari" perché nell’atto si fa riferimento a "fenomeni di prelievo della fauna ittica nel corso degli ultimi anni". E quindi la Regione Toscana ha pensato bene di dover accogliere la richiesta della delegazione pratese della Fipsas. Restano fuori dalla zona di protezione il siluro e il pesce gatto, voraci predatori dei fiumi. Per questi esemplari, gioia e divertimento dei pescatori, non vale l’obbligo di rilascio in acqua.
Per quanto riguarda le altre specie che popolano le acque del Bisenzio, i pescatori sono autorizzati a trattenere il pescato ma solo durante le gare di pesca che si disputano all’interno del campo gara, fino alla fine delle competizioni. Insomma, la pesca nel Bisenzio deve essere un hobby e una passione sportiva, non certo un’attività che rischia a mettere a repentaglio l’habitat del fiume. Per pescare nei fiumi e torrenti serve la licenza e si devono rispettare determinate regole. Il 9 agosto scorso è stato multato dalla polizia provinciale un pescatore sorpreso a prelevare carpe e barbi dal Bisenzio con una rete a tramaglio di quattro metri.
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