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Prato

la polemica 

L’assessore Biancalani «Nessun allarme legato alla tubercolosi»

L’assessore Biancalani «Nessun allarme legato alla tubercolosi»

La risposta alla denuncia della segretaria della Lega «Numeri più alti a Prato perché ci sono più stranieri»

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PRATO

«Non esiste un allarme tubercolosi». È lapidaria la risposta dell’assessore comunale alla Sanità Luigi Biancalani alla denuncia della segretaria provinciale della Lega Patrizia Ovattoni, che nei giorni scorsi aveva lanciato un allarme sull’alto numero di casi di tubercolosi registrati a Prato rispetto ad altre città toscane.

«I dati che emergono dagli studi di Asl Toscana Centro – spiega l’assessore Biancalani in una nota diffusa ieri dal Comune – parlano sì di numeri superiori alla media della Toscana ma in ogni caso non così significativi da poter parlare di emergenza. Si tratta di 70 casi di tubercolosi per quanto riguarda il 2017 e di 36 casi nel 2018 alla data di oggi. Il dato è dovuto anche al fatto che la percentuale di stranieri residenti nell’area di competenza di Asl Toscana Centro rappresenta il 12% (rispetto al totale della popolazione residente, ndr) mentre nella sola Prato si arriva ad oltre il 16%, per cui è inevitabile che in proporzione i numeri a Prato siano più alti. Tra l’altro, come sottolineato proprio dalla Ovattoni, è stato istituito un programma di vaccinazione per neonati da genitori appartenenti ad alcune etnie straniere e per quanto riguarda gli adulti è risaputo che la vaccinazione non risolve il problema perché il contagio dipende anche da tutto un insieme di altri fattori legati allo stile di vita, per cui trovo pretestuoso lanciare un allarme quando la situazione è attentamente e costantemente monitorata».

«I minori - spiega ancora l’assessore Biancalani - vengono tutti vaccinati e gli adulti che arrivano tramite gli sbarchi vengono sottoposti ad un capillare controllo, per cui non è assolutamente il caso di parlare di emergenza o allarme per quanto riguarda la tubercolosi».

L’assessore Biancalani poi non risparmia una frecciata polemica nei confronti della segretaria del Carroccio. «La segretaria provinciale della Lega - scrive - ci tiene a fare polemica ma noi preferiamo basarci sui dati concreti, altrimenti anche io potrei chiederle che ne è stato della promessa di rimpatrio di 600.000 irregolari fatta in campagna elettorale dal suo partito». —

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