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Casa fantasma all’Elba Pagano 1.200 euro ma è solo una truffa
Due pratesi hanno versato l’anticipo prima di scoprire che l’edificio non esisteva: denunciate due donne di Milano
PRATO
Due pratesi hanno pagato 1.200 euro a testa per prendere in affitto all’Isola d’Elba una casa che in realtà non esisteva. O meglio, esisteva solo su Facebook, ma non nella realtà. Per questo i carabinieri di Prato, dopo una serie di indagini informatiche, hanno denunciato due donne milanesi di 40 e 50 anni per truffa.
La vicenda ha preso spunto dalle denunce dei due pratesi che, dopo aver inviato un bonifico di 1.200 euro ciascuno, in tempi diversi sono sbarcati sull’isola e non hanno trovato la casa che credevano di aver preso in affitto a Cavoli, una delle spiagge più rinomate dell’Elba, non lontana da Marina di Campo.
I due turisti mancati hanno dunque presentato una denuncia ai carabinieri di Iolo e sono iniziate le indagini. Il profilo che ha fatto da “esca” su Facebook riportava un nome falso, ma non è stato difficile per i carabinieri risalire alle ideatrici della truffa. È bastato seguire le tracce dei soldi, di quei due bonifici inviati dai pratesi sul conto di una banca di Biella. Da lì gli investigatori sono risaliti alle beneficiarie del conto, le due amiche milanesi di 40 e 50 anni, che sono state denunciate a piede libero per truffa.
Non è la prima e probabilmente non sarà l’ultima truffa che viene messa a segno con questa tecnica.
Nel 2012 una trentina di pratesi furono raggirati da una società che proponeva l’acquisto di case in multiproprietà a Marsa Matrouh, al confine tra l’Egitto e la Libia. Versarono un acconto di 1.500 euro e poi due rate da 20.000 euro ciascuna, ma quando andarono a controllare l’avanzamento dei lavori trovarono il deserto, oppure case occupate da altri compratori. Due degli investitori fecero causa alla società, ma non risulta che siano riusciti a recuperare i propri soldi. La prima regola dei venditori di case inesistenti, e dei truffatori in genere, è di mettere subito al sicuro il malloppo.
Una truffa molto simile a quella della casa dell’Elba, invece, risale al mese di agosto del 2014, quandouna donna pratese di 36 anni versò un anticipo di 350 euro per assicurarsi l’affitto di una casa a Rimini pubblicizzata su un sito web. Incassato l’anticipo, il sedicente proprietario della casa sparì dalla circolazione e poi fu denunciato. —
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