Scritta xenofoba, il sindaco dà la colpa a Salvini
Il messaggio apparso sul muro della biblioteca comunale Lazzerini incitava all'allontanamento dei marocchini ed è stata subito cancellata. La Lega si dissocia
PRATO. "W Salvini, fuori i marocchini". Questa scritta è apparsa la scorsa notte su un muro della biblioteca comunale Lazzerini e ha provocato l'immediata reazione del sindaco, che dà indirettamente la colpa allo stesso ministro dell'Interno. "La scritta di stampo razzista apparsa sul muro della Biblioteca Lazzerini - scrive il sindaco - è il frutto dell’esasperazione dei toni di una certa politica che tambureggiano ormai da quattro mesi".
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"Per colpa di un imbecille - aggiunge il sindaco - siamo di fronte a un atto di odio con l’aggravante dello sfregio e del danno a un bene pubblico i cui costi di ripristino graveranno sulle tasche di tutti i cittadini. Abbiamo già provveduto a coprire la scritta e nelle prossime ore inizieremo i lavori per il ripristino completo della porzione di muro danneggiata". A segnalare al Comune la scritta sono stati alcuni esponenti dei Giovani democratici.
Successivamente anche la Lega ha commentato l'episodio. “Ci dissociamo, in modo fermo e radicale, dall'incivile atto commesso stanotte ai danni della biblioteca Lazzerini - ha scritto la segretaria provinciale Patrizia Ovattoni - Non è certamente questo il modo per risolvere i problemi legati all'immigrazione e nemmeno la maniera in cui esprimere la propria vicinanza e fiducia ad un esponente politico. Se un cittadino tiene veramente a portare avanti determinate proposte e idee politiche lo deve fare in modo civile, legale e democratico. Le maniere e le forme illegali, oltre ad essere inammissibili, sono solo atti irresponsabili che non portano da nessuna parte. In merito alle affermazioni espresse dal sindaco sul caso in questione – conclude Ovattoni - vorremo far presente a Biffoni che forse l'esasperazione più che nella politica si trova tra la gente a causa degli effetti prodotti, in questi ultimi anni, dalle politiche delle porte aperte promosse da un certo schieramento politico".
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