L’arte del Pecci va in vacanza Museo chiuso per 23 giorni
A richiedere tempo sarebbe lo smontaggio di un’opera. Polemizza Scelta civica: «Prato non è città per il turismo»
PRATO. «Se riuscite voi a smontare l’opera di Oliveira in pochi giorni...». La risposta dall’altra parte del filo al Tirreno è condita con un pizzico di ironia. In fondo, un po’ di ironia non guasta mai.
La domanda posta alla segreteria del Centro Pecci era però seria visto che quest’anno il polo dell’arte contemporanea regionale si prenderà una pausa estiva più lunga del solito, dal 13 agosto al 5 settembre. Non per ferie ma «per il riallestimento degli spazi espositivi», come si legge sul sito del Pecci. E in effetti alla riapertura di settembre gli amanti dell’arte potranno vivere nuove emozioni in sala, con i capolavori della collezione Grassi in mostra.
Diversa la musica in centro, dove da metà agosto in poi la cultura non andrà tutta in vacanza al polo Campolmi: chiude per dieci giorni la biblioteca Lazzerini ma non il Museo del Tessuto. E il Pretorio? Ad agosto, nemmeno un giorno di pausa (neppure il 15).
Tutta colpa di “Transcorredor”, l’affascinante installazione ambientale firmata da Henrique Oliveira per la riapertura del Pecci nel 2016. Smontare l’opera sarà una bella impresa per le dimensioni monumentali dell’albero e perché, come tengono a sottolineare dal museo di viale della Repubblica, «sotto l’installazione non c’era pavimentazione che è dunque da costruire tutta ex novo». Non finisce qui. Stando alla spiegazione tecnica data dagli uffici del Pecci, per lo smontaggio dell’opera di Oliveira servirebbe anche chiudere l’impianto di aria condizionata in assenza del quale un museo d’estate non può essere certo visitabile.
«Sembra incredibile ma è la realtà: il mese di agosto, dedicato dai cittadini al riposo e alle visite nelle città d'arte, vedrà il museo pratese chiuso per ferie. Se Prato voleva rilanciarsi sotto il profilo turistico ha trovato la strada giusta per farlo».
Picchia duro Scelta Civica per l’Italia che parla di ridimensionamento per il Pecci. «Lo si era intuito quando non venne rinnovato l’incarico al direttore Cavallucci. Probabilmente il record assoluto dei 60mila visitatori per la mostra “La fine del mondo” non deve essere piaciuto. E la sensazione diventa realtà oggi con la nuova direttrice Cristiana Perrella lasciata da sola e senza fondi, costretta a chiudere per ferie il centro di arte contemporanea più importante della Toscana. No, Prato non è città di cultura e non è città di turismo».
Gli esami universitari di settembre dovranno essere preparati altrove: dal 10 al 19 agosto, la Lazzerini resterà chiusa al pubblico. Ma è sempre stato così. «La biblioteca è sempre stata chiusa intorno a Ferragosto – ricorda l’assessore alla cultura Simone Mangani – per via delle pulizie straordinarie, come peraltro previsto dalla gara d’appalto, oltreché per consentire il riposo previsto per tutto il personale. Compresi i dipendenti della cooperativa».
Cambia l’orario ma non chiude ad agosto: a partire da domani, Palazzo Pretorio aprirà le porte dalle 16 alle 20.30 con ingresso gratuito per i residenti e la terrazza panoramica aperta. Si prende una pausa solo il 15 il Museo del Tessuto che propone due mostre temporanee: “The Contemporary Chinese Fiber Art” e “Drappi d’oro e di seta”. «Da tre anni a questa parte siamo aperti ad agosto – sottolinea il direttore del MdT Filippo Guarini – per rendere la città più accogliente e consolidare la sua giovane vocazione turistica». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
