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Schiacciato dal carico perso dal camion Ci sarà patteggiamento
Il camionista ed il titolare della ditta sono imputati di lesioni gravissime colpose Il cinquantenne ferito è ancora in gravi condizioni di salute
prato. C’è un accordo per il patteggiamento nel processo che si è aperto nei confronti di Alfio Claudio Lorenzini, titolare dell’omonima azienda società in nome collettivo che si occupa di movimentazioni e spostamenti industriali, e nei confronti di Dimitri Rasponi, dipendente della stessa azienda e alla guida del camion che fu protagonista di un incredibile incidente che ha portato al processo in cui è ipotizzato il reato di lesioni gravissime colpose in violazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e di sicurezza stradale ai danni di un cinquantenne. Il processo fa riferimento a quanto accaduto il 29 settembre dell’anno scorso quando il camion della ditta Lorenzini che aveva appena svoltato da via del Lazzeretto in via De Sanctis, perse un grosso macchinario tessile che si rovesciò lateralmente sul marciapiede proprio mentre di lì passava l’uomo. Una macchina tessile da dodici quintali chiamata “apricorda” e destinata ad una rifinizione. L’impatto fu tremendo: il cinquantenne fu parzialmente schiacciato riportando fratture alla scatola cranica, alle costole, al bacino e alle gambe. Un miracolo che sia sopravvissuto anche se tuttora non ha completato la serie di interventi per un recupero soddisfacente delle sue funzioni vitali. A coordinare le indagini è stato il sostituto procuratore della Repubblica Lorenzo Gestri che per inquadrare la dinamica e i reati ha dovuto coinvolgere da una parte il personale dell’ufficio Prevenzione e igiene sui luoghi di lavoro dell’Asl per capire la dinamica del carico se idoneamente trasportato e dall’altra ha coinvolto la Polizia municipale per i risvolti della sicurezza in materia di codice della strada visto che l’incredibile incidente si verificò pe r strada. A rappresentare le parti e a raggiungere l’accordo per il patteggiametno gli avvocati Pinzauti e Capano. —
P.P. .
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