Il Tirreno

Prato

La lettera / Questa è la buona scuola. Mio figlio era sfiduciato. Ci avete reso un uomo

La lettera / Questa è la buona scuola. Mio figlio era sfiduciato. Ci avete reso un uomo

La famiglia di un ragazzo "speciale" ringrazia la scuola dove si è diplomato il figlio attraverso una lettera inviata al Tirreno

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* Un genitore ha scritto al Tirreno per ringraziare l’istituto Dagomari dove s’è diplomato il figlio, un ragazzo “speciale”

Grazie. Questa parola di gran significato rappresenta veramente una piccola parte della nostra gratitudine e riconoscenza verso tutti voi e verso l’istituto.

Siamo alla fine di questo percorso e viene d’istinto guardarsi indietro e tornare a 4 anni fa, quando mio figlio è entrato a far parte della vostra “famiglia”. Dopo le vicissitudini e le delusioni di elementari e medie, durante il primo anno di superiori ci fu fatto capire che lui era un “problema” e che non c’era molto spazio per i Bes (bisogni educativi speciali), perché così era stato catalogato. Solo la bravura e la sensibilità di un professore ci consigliò di farlo venire al Dagomari, perché per lui sarebbe stato tutto meno faticoso. La domanda che viene da porsi è cosa ne sarebbe stato di lui se non avesse avuto il coraggio di cambiare e di rimettersi in gioco. Se non avesse trovato degli insegnanti disposti a capirlo? Sinceramente non lo so. Ma sono sicuro che non sia facile per un ragazzo di 13 anni intuire certe cose, avere difficoltà e non poterle spiegare, farsi accettare dai nuovi compagni, ripartire da zero. E qui siete entrati in gioco voi. Si parla tanto di buona scuola. Ecco, per noi questa è la buona scuola!

Quando docenti e famiglia collaborano per il bene di un ragazzo, il risultato arriva sempre. Spesso come genitori si ha difficoltà a voler ammettere che il proprio figlio possa avere delle difficoltà nello studio ma è anche vero che in questi casi è fin troppo semplice non ammettere l’evidenza e trincerarsi dietro al fatto che la colpa è del corpo insegnanti. Sarebbe altrettanto folle e stupido non capire che la scuola è lì, disponibile ad aiutare i ragazzi e le famiglie, per dare quel supporto necessario a evitare l’abbandono scolastico e a ridare ai ragazzi fiducia. Non potevamo chiedere di più. Avete accolto un ragazzo sfiduciato e ci avete reso un uomo. —

 

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