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Prato

macrolotto zero 

Sanzioni e sequestri per rifiuti pericolosi in un’azienda tessile

Sanzioni e sequestri per rifiuti pericolosi in un’azienda tessile

I carabinieri forestali con personale di Arpat, Inps e Inail hanno fatto i controlli dopo gli esposti dei residenti vicini

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PRATO. Una ditta tessile cinese con sede nel Macrolotto Zero, ovvero nella Chinatown di via Pistoiese fra il centro città ed i quartieri di San Paolo e Chiesanuova è finita nel mirino dei carabinieri forestali che, in seguito alle segnalazioni di cattivi odori da parte dei residenti, hanno effettuato un massiccio controllo insieme a personale dell'Arpat, ai carabinieri dell'Ispettorato del lavoro e ispettori Inps ed Inail. All'operazione hanno partecipato anche interpreti cinesi e un elicottero del Nucleo di Pisa, atterrato nel Parco di Maliseti.

I controlli hanno accertato la tenuta irregolare di rifiuti pericolosi e speciali presenti in azienda. In particolare, sono stati trovati e sequestrati tre fusti contenenti rifiuti pericolosi costituiti da acque oleose prodotte dalla separazione olio-acqua, che non figuravano sul registro di carico-scarico e pertanto costituivano un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi. Altri rifiuti, stavolta non pericolosi ma speciali di natura tessile, sono stati affidati ad un trasportatore non iscritto allo speciale Albo: due illeciti che costituiscono reati penali ai sensi del Testo unico ambientale, per i quali la titolare dovrà rispondere di gestione illecita di rifiuti davanti alla Procura della Repubblica.

I carabinieri forestali hanno riscontrato anche varie irregolarità formali (errori ed omissioni) nella tenuta del registro di carico-scarico rifiuti che comporteranno pensanti sanzioni pecuniarie. I tecnici dell’Arpat hanno rilevato la ripetuta violazione dell’atto autorizzativo per inosservanza delle prescrizioni contenute sulla manutenzione d’uso dei sistemi di abbattimento, sia per le pelurie tessili che per le emissioni derivanti dalle due ramose. Per questi illeciti il titolare verrà multato e scatta la richiesta di diffida da parte della Regione Toscana.

Il controllo, come detto, è nato dopo la segnalazione da parte dei residenti dei cattivi odori che provenivano dalla ditta. E quella degli esposti denuncia sembra che siano diventati particolarmente più precisi e numerosi dopo l’invito da parte del presidente della Regione, Enrico Rossi, a denunciare i sospetti su irregolarità o la presenza di attività lavorative all’interno di civili abitazioni, dopo la tragedia avvenuta alla Tignamica dove perse la vita una coppia di orientali. —

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