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In una casa dei profughi cumuli di rifiuti ammassati
La procura indaga per violazioni urbanistiche nei cambi di destinazione d’uso e carenze igienico-sanitarie. Sequestro probatorio nei nove centri accoglienza
PRATO
Tutto è partito dall’esposto di un residente che abita nei pressi di una delle case di accoglienza migranti di Poggio a Caiano. Motivo: i continui schiamazzi, anche notturni, che arrivavano da quell’abitazione. Approfondendo quell’esposto la polizia e gli ispettori dell’Asl hanno però trovato ben altro: carenze igienico-sanitarie e lavori urbanistici posticci per adattare le abitazioni all’accoglienza dei migranti.
L’inchiesta della procura di Prato, partita dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi ed affidata al sostituto Egidio Celano, ha voluto approfondire questi riscontri di carenze anche in altri alloggi di accoglienza gestiti dal Consorzio Astir e dalle cooperative che ne fanno parte: Nella stessa Poggio, ma anche a Carmignano più tre appartamento a Prato, nove in tutto. case generalmente piccole, con pochi migranti a condividere gli spazi: quindici, nella casa più affollata, ma 5al massimo 8 nelle altre.
Le ipotesi di reato formulate dalla procura sono di natura urbanistica, in particolare sul cambio di destinazione d’uso degli alloggi da civile-abitativo ad uso ricettivo non alberghiero (in sostanza tipo agriturismi o bed & breakfast). Cambi che sarebbero avvenuti, ed è quanto sta cercando di accertare l’inchiesta, attraverso una serie di modifiche interne alle case. Il secondo aspetto, di natura amministrativa e sul quale indagano principalmente gli ispettori Asl, è invece quello igienico-sanitario. Carenze sotto questo profilo sono state riscontate in più di un appartamento. In particolare, sul retro di uno degli appartamenti di Poggio a Caiano, è stata trovata una vera e propria discarica di rifiuti accumulati senza che venissero smaltiti. Non all’interno dell’abitazione, ma sempre nel rispetto della proprietà.
Va detto che l’unità operativa di igiene pubblica dell’Asl Toscana centro tende a minimizzare l’esito di questi controlli. Gli ispettori Asl avrebbero solo un ruolo di supporto agli agenti della Digos e, almeno fino a questo momento, le violazioni riscontrate svengono ritenute «non gravi». Nella giornata di ieri gli ispettori stavano preparando le relazioni da consegnare alla Procura.
Infine, la procura sta approfondendo anche il rapporto contrattuale fra Consorzio Astir e prefettura, per verificare se ci sia stata qualche inosservanza sui Centri di accoglienza straordinari assegnati dall’ente governativo alle coop per l’accoglienza dei chiedenti asilo.
Al momento gli inquirenti mantengono il riserbo sui nome dei possibili indagati, che potrebbero arrivare nei prossimi giorni. Non c’è stato sequestro vero e proprio degli immobili, in quanto in poco meno di 100 migranti ospitati continuano a starci e a svolgere le normali attività. Ma c’è stato un sequestro probatorio con l’invito ad operatori e migranti a non apportare modifiche di alcun tipo rispetto alle parti ritenute penalmente e amministrativamente interessanti rispetto all’inchiesta. In ogni caso, oltre a prendere appunti, agenti e ispettori avrebbero scattato foto e girato video. —
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