Italia
Grandi distese di grano alle Cascine di Tavola
Il piano di Comune e Università prevede una sperimentazione sulle produzioni di cereali locali, un agriturismo, una fattoria didattica e un museo agricolo
«Del parco agricolo della piana, le Cascine di Tavole rappresentano un po’ piazza Duomo». Così l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis sottolinea come questa fetta del territorio pratese, le Cascine appunto, rappresenti il caposaldo di tutto il parco. L’assessore si è espresso durante la presentazione del progetto di pianificazione redatto dal Comune insieme all’Università di Firenze che riguarda le Cascine di Tavola. Un progetto che punta a riqualificare tutti gli ettari e gli immobili presenti valorizzando la vocazione del parco che è di tipo paesaggistico-ambientale e agricolo.
«Si parla solitamente della Fattoria – dice Barberis – ma esiste tutto il parco e gli altri immobili, inseriti all’interno dello studio. Intanto – ricorda l’assessore – già nel 2017 grazie ad alcuni finanziamenti siamo riusciti a riportare l’acqua nei canali del parco. Si parla di strategie non solo legate agli interventi ma anche alla gestione». Tutti gli interventi sono indirizzati a dare vitalità al parco e intanto è stato messo in piedi un consorzio per la valorizzazione della produzione agricola che verrà fatta.
Tocca poi a Davide Fanfani, docente alla facoltà di architettura all’università di Firenze che ha coordinato il gruppo di ricerca sullo studio delle Cascine, raccontare quella che è la visione d’insieme sul futuro del parco. Uno dei punti salienti è rappresentato dalla produzione cereagricola (e non solo), da farne un luogo pilota dove si produce e con il sistema che viene preso come modello da esportare. Poi la zona avrà i suoi spazi per poter ammirare e godere il verde, insomma un parco agricolo-paesaggistico, con la possibilità di acquistare anche i prodotti locali. E per fare questo sono stati presi in considerazione i vari immobili rurali pubblici, per quanto riguarda la Fattoria medicea c’è uno studio (la proprietà è di un privato ma le condizioni di dialogo ci sono).
«Iniziamo dalla casa del Guardia – spiega Fanfani – Qui si è pensato a dei servizi informatici, una sorta di vetrina di ingresso per il parco delle Cascine. E al primo piano della struttura un museo della civiltà agricola. Il podere delle Polline potrebbe ospitare un’azienda agricola innovativa, mentre il podere del Caciaio sarebbe adatto per un’attività di ospitalità. Attualmente c’è animazione culturale e l’idea è quella di dare vita ad una fattoria didattica e ad un agriturismo dove ci siano attività agricole e produttive e con allevamento di animali. La rimessa delle barche è già funzionante – aggiunge il professor Fanfani – e da poco è stata restaurata e sarebbe adatta per attività convegnistiche. Per quanto riguarda la Fattoria, anche se ribadiamo che non è pubblica, l’ipotesi è che la stessa ospiti servizi ricettivi con spazi per convegnistica e ricerca, la stalla diventi un’area espositiva, il magazzino un centro per la didattica e per la formazione gastronomica e il mulino un luogo per la valorizzazione delle produzioni cereagricole e un centro di sperimentazione e ricerca». L’assessore Filippo Alessi ricorda, infine, come l’amministrazione comunale stia già portando avanti opere che riguardano la tenuta della flora e della fauna. —
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