Il Tirreno

Prato

Donna derubata al cimitero mentre prega su una tomba

Maria Lardara
Donna derubata al cimitero mentre prega su una tomba

Prato, un ladro le ha preso il cellulare dalla macchina, è scappato in bicicletta ed è stato rincorso da un pensionato che si è ferito ma ha recuperato il telefono

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PRATO. Le hanno rubato il telefono cellulare mentre pregava sulla tomba di un caro parente. Il marito con le stampelle la stava aspettando in macchina, non lontano dalla chiesetta del cimitero di Chiesanuova, quello che ultimamente è diventato terra di nessuno. Il telefono era stato lasciato sul sedile dell’auto in sosta all’interno del cimitero, dove è possibile entrare con il permesso per disabili. Luogo tranquillo, avranno pensato i due coniugi. Prima domenica di luglio, l’orologio segna le 10.30. É caldo, tanti pratesi sono al mare o in piscina. Ma c’è chi approfitta della domenica per una visita ai defunti. E chi sceglie questi posti per mettere a colpo un furto, in barba alla memoria dei morti.

Il ladro di domenica mattina era in bicicletta. Gli è bastato poco per aprire la portiera dell’auto, lato guidatore, e portare via il cellulare davanti agli occhi dell’anziano con le stampelle che ha assistito, impotente, al furto senza poter reagire. Marito e moglie urlano, infrangono il silenzio consacrato al riposo eterno, richiamano l’attenzione delle altre (poche) persone presenti in quel momento al cimitero per far visita ai propri cari. Uno di questi è il signor Idilio L. che era seduto su una panchina in attesa della moglie intenta a pregare sulla tomba dei genitori. «Ora voglio vedere come fai a passare», ha gridato il settantenne trovandosi di fronte il ladro in fuga sulla bicicletta al quale ha cercato di sbarrare la strada.

E ce l’ha fatta, riuscendo a scaraventare per terra il malvivente al quale, nel frattempo, era scivolato per terra il telefonino rubato. Se quest’ultimo s’è rapidamente dileguato, il signor Idilio s’è ferito a sua volta inciampando sulla radice di un albero e sbattendo violentemente il ginocchio. Lo hanno visitato ieri al pronto soccorso dal quale i medici lo hanno dimesso con la prognosi di una settimana.

Recuperato e restituito il cellulare alla proprietaria, mentre una volante della polizia intervenuta subito dopo ha raccolto la denuncia di quanto accaduto. Quello degli scippi al cimitero di Chiesanuova è diventato ultimamente un vero e proprio incubo. Donne derubate mentre sono intente nel rito delle preghiere e appoggiano la loro borsetta per cambiare i fiori. A quel punto i malviventi entrano in azione.

«Non c’è pace nemmeno al cimitero. Pochi giorni è successo a una nostra parente», racconta Idilio, ora zoppicante, che ieri mattina ha telefonato al cimitero per reclamare più sicurezza e una maggiore vigilanza soprattutto d’estate, quando gli anziani sono più soli e vulnerabili. In passato altri cittadini avevano denunciato al Tirreno lo stato di abbandono del cimitero di Chiesanuova, dove periodicamente spariscono vasi, fiori e lumini in un luogo sacro dove dovrebbe regnare il rispetto. Il cimitero della Chiesanuova è dotato di telecamere e dunque il ladro potrebbe essere stato ripreso durante la fuga (ed eventualmente riconosciuto). In passato erano stati segnalati furti di lampade votive e fiori, non solo alla Chiesanuova ma anche nei cimiteri di Coiano (che non ha telecamere) e Mezzana. Furti che avevano suscitato le legittime proteste dei parenti dei defunti.

 

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