Il Tirreno

Prato

Sessant’anni di sacerdozio per don Fantappiè e don Abeti

Pasquale Petrella
Sessant’anni di sacerdozio per don Fantappiè e don Abeti

Prato, il primo ha festeggiato nella chiesa di San Luca alla Querce. Il secondo a Galciana con i suoi parrocchiani di Grignano

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PRATO. Sessant’anni di sacerdozio festeggiati il 29 giugno per don Renzo Fantappiè, parroco della chiesa di San Luca e della comunità della Querce. Sessant’anni di sacerdozio festeggiati ieri, domenica 1 luglio da don Giuseppe Abeti nella chiesa di San Pietro a Galciana, la frazione che gli ha dato i natali e dove ha scoperto la sua vocazione, ma che per cinquantacinque anni lo ha visto parroco di Grignano, prima di andare in pensione. Due festeggiamenti che sono stati vissuti con grande partecipazione nelle due parrocchie.

I fedeli di La Querce si sono stretti intorno a don Renzo Fantappiè venerdì sera in occasione delle solennità dei santi Pietro e Paolo durante la messa delle 21. Messa concelebrata insieme a don Daniele Scaccini, che ha visto gremitissima la chiesa di San Luca.

Don Renzo, originario di Migliana dove è nato il 9 aprile del 1935 ed è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1958, ha ringraziato tutti, in particolar modo le suore domenicane, preziosa presenza a supporto della comunità. E fra le suore c’è stata una doppia festa perché è stato festeggiato anche il compleanno di suor Liliana, che pochi giorni fa ha spento 80 candeline. Un altro ringraziamento è andato ai volontari della Pubblica Assistenza «per la dedizione ed il servizio prestato sul territorio». E una nutrita rappresentanza dei volontari era presente in chiesa col presidente Simone Tripodi per festeggiarlo.

Al termine della celebrazione eucaristica a tutti i presenti è stato offerto un rinfresco preparato dalle famiglie assieme alle suore, ed in un clima gioioso al parroco sono stati consegnati doni da parte dei gruppi parrocchiali e del volontariato locale.

Ieri invece è stato il giorno dei festeggiamenti per don Abeti e alla celebrazione della messa nella chiesa di San Pietro a Galciana erano stati invitati anche il vescovo Franco Agostinelli, monsignor Gastone Simoni, i sacerdoti della zona, i cappellani, i numerosi collaboratori di don Abeti, insieme ai suoi parrocchiani grignanesi.

Don Abeti nato proprio a Galciana il 29 marzo del 1933, quarto di cinque figli, entrò nel Seminario minore di Prato nel 1946. Successivamente, dal 1951 al 1954, studiò presso il Seminario di Pistoia; completando, poi, gli studi teologici nel Seminario di Firenze. Ordinato sacerdote nella cattedrale di Santo Stefano di Prato da monsignor Pietro Fiordelli nel giugno del 1958, si impegnò, nel suo primo incarico, come cappellano nelle colonie estive della Pontificia assistenza, a Calambrone. In quello stesso anno, da ottobre a dicembre, prestò servizio a La Querce, affiancando don Levatici che aveva accusato un infarto.

Nel mese di gennaio del 1959, don Abeti divenne cappellano di don Oreste Cioppi, parroco di Vaiano. Poi, l'11 gennaio di quello stesso anno, fu lo stesso monsignor Fiordelli a nominarlo parroco di San Pietro a Grignano, dove è rimasto per oltre mezzo secolo, fino alla pensione. Per una decina di anni ha anche insegnato religione alle scuole medie, ricoprendo anche il ruolo di responsabile delle scuole materne ed elementari della diocesi.

«Devo la mia vocazione a don Bartolozzi, già cappellano di Galciana - ha riferito don Giuseppe in una recente intervista alla stampa - rimasi colpito dalla sua personalità: era buono, timido e remissivo». Infine don Abeti ha invitato i fedeli a non fargli regali bensì a fare donazioni per ristrutturare la chiesa di Galciana.

Così Giancarlo Calamai, gran cerimoniere del Comune di Prato, ricorda i sessant'anni di sacerdozio di don Renzo Fantappiè.

Nel lontano 1959 all’arrivo a Pizzidimonte di don Renzo Fantappiè, dopo la nomina a Canonico della Cattedrale e la partenza da quella parrocchia di don Giuseppe Levateci, se pur giovanissimo, ho però assai presente la curiosità che si registrò nella Frazione per l’arrivo del nuovo parroco. In pochissimi anni emerse la sua volontà di istaurare un forte legame con la comunità ed anche di creare una rete di relazioni con tutta la cittadinanza senza mai far pesare la differenza di idee che si potessero registrare fra la popolazione e dimostrando sempre, con tutti, grande disponibilità al dialogo ed a lavorare nell’interesse della Comunità, avendo presente però, la sua “Missione” principale. Subito don Renzo si dimostrò disponibile a prestare il suo impegno nel Consiglio della Pubblica assistenza nella vecchia storica sede, fino a collaborare con determinazione e convinzione per la sua riapertura nel 2001, dopo alcuni anni di chiusura, nella nuova sede adiacente alla Chiesa di San Luca. Fu determinante l’impegno di don Renzo negli anni ’80, con l’Amministrazione Comunale, per la trattativa che ci portò al restauro ed alla destinazione dei locali dell’ex Convento delle Suore domenicane, come sede della Circoscrizione e ufficio distaccato dell’anagrafe; come è apprezzabile l’impegno che da sempre ha dedicato, come parroco, a evidenziare i problemi della Frazione e a collaborare per dare ad essi le possibili soluzioni. Come storico, studioso e ricercatore ha da sempre continuato a coltivare la propria passione per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della Città dove tutt’ora è impegnato con grande competenza alla sua salvaguardia. Sarà però di grande importanza l’opera che egli ha condotto già dai primi anni del suo arrivo a Pizzidimonte, per la costruzione della nuova Chiesa di San Luca a La Querce; bella costruzione elegante e importante che si offre come biglietto da visita a coloro che arrivano a Prato e che tutt’ora, mantiene e gestisce con grande cura e capacità, anche nel rapporto con la popolazione, dove egli è stimato ed apprezzato. Mi sento di salutare e ringraziare don Renzo, apprezzando il suo lungo impegno nell’interesse della Comunità.

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