Il Tirreno

Prato

Accertata un’evasione da 265 milioni di euro

Francesco Albonetti
Accertata un’evasione da 265 milioni di euro

Numeri da capogiro nell’ultimo anno e mezzo di attività della Guardia di Finanza Sconosciuti al fisco 151 contribuenti. Frodi e falsi nel distretto tessile “parallelo”

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PRATO. Oltre 265 milioni di ricchezza occultata al fisco, con 151 evasori totali. Scoperti flussi di denaro movimentati in modo illecito per circa 7 milioni di euro, mentre 2,5 milioni sono i soldi sequestrati alla criminalità organizzata. Ancora: ammonta a 30 milioni il valore di mercato dei circa 6,5 milioni di capi di abbigliamento e articoli di bigiotteria contraffatti o potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori. Sono numeri da capogiro, che danno un’idea di tanta ricchezza occultata e accumulata in modo illecito, quelli dell’attività svolta dalla Guardia di finanza di Prato nell’ultimo anno e mezzo. Numeri resi noti durante la consueta festa per il 244° anniversario della fondazione del Corpo. Ecco in estrema sintesi i dati salienti.

Evasione, elusione e frodi fiscali. Il riferimento principale è al distretto del tessile-abbigliamento, in particolare quello “parallelo” in gran parte cinese. Le fiamme gialle hanno intercettato dal gennaio 2017 ad oggi un’evasione per 265 milioni di euro, attraverso 373 interventi eseguiti. Sono, invece, circa 50 i soggetti denunciati per reati fiscali evasivi operati attraverso l’omessa o la falsa dichiarazione di ricchezza occultata al fisco emettendo o utilizzando fatture per operazioni inesistenti. Sono stati così individuati ben 11 milioni di euro sottratti all’imposizione, in un’unica investigazione, attraverso il ricorso a false documentazioni fiscali.

Le accise, il contrabbando doganale e i giochi. Gli evasori più audaci hanno fatto ricorso a collaudati circuiti artificiosi costituiti sia dall’uso di fatture false emesse o utilizzate in contabilità che ricorrendo a false interposizioni fittizie di figure imprenditoriali e teste di legno nullatenenti. Tra questi, 151 sono quelli che, ben avviati e consolidatisi sul mercato, sono invece risultati essere completamente sconosciuti al fisco (evasori totali) con una capacità reddituale, in alcune circostanze, molto consistente ma ben occultata in quanto intestata (formalmente) ad altri soggetti compiacenti. Sono 21 i datori di lavoro denunciati per aver fatto ricorso a 101 lavoratori in nero ed irregolari per abbattere i costi di produzione. Sul fronte dei prodotti doganali sottoposti ad accuise, i 13 interventi hanno portato al sequestro di circa 10 milioni di metri di tessuto corrispondenti ad oltre 1.550 tonnellate di peso, importati in Italia in contrabbando per un valore stimato in circa 1 mlione. Nel comparto giochi e scommesse sono stati eseguiti 10 interventi che hanno consentito di identificare circa 20 soggetti a cui sono stati contestati illeciti amministrativi per il mancato rispetto della normativa sui giochi. 14 sono i punti di raccolta clandestina di scommesse scoperti dalle Fiamme gialle.

Mafia, riciclaggio, finanziamento al terrorismo. Nel settore del contrasto alla criminalità organizzata, sono stati eseguiti 9 accertamenti patrimoniali, sottraendo al circuito criminale circa 2.5 milioni di euro. Accertate violazioni amministrative valutarie per circa 7 milioni di euro.

Il mercato del falso. Sul fronte della tutela dei marchi e del made in Italy, le indagini hanno portato alla denuncia di 35 persone e al sequestro di oltre 6 milioni di prodotti per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro.

Il contrasto alle truffe.

I risultati delle investigazioni sul fronte delle truffe hanno consentito ai militari della Finanza di individuare 32 auto con contachilometri manomessi, 15 già rivendute con chilometri ribassati, denunciando 9 soggetti per frode in commercio e truffa. «In questo modo siamo riusciti a difendere i diritti di quegli inconsapevoli consumatori che, affidandosi alla bontà palesata dai venditori di prodotti, tutto sommato, nuovi - aggiunge la Finanza - e venduti a un buon prezzo, cercavano di acquistare l’auto dei propri sogni che, altrimenti, come nuova avrebbe avuto prezzi tali da non essere facilmente accessibile a tutti».





 

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