Il presidio
Abusi sulla figlia dell'ex convivente: la Cassazione annulla lo sconto di pena
La Corte Suprema ha accolto il ricorso della procura. In secondo grado la pena era stata ridotta di 4 anni
Prato. La Corte di Cassazione di Firenze ha accolto il ricorso della Procura generale contro la sentenza dei giudici della Corte d'Appello che il 28 luglio 2015 aveva ridotto da 9 a 5 anni la condanna per un 55enne pratese, riconosciuto colpevole nel dicembre 2012 di abusi sessuali sulla figlia dell'ex convivente dal tribunale di Prato. Le indagini sugli abusi erano state coordinate dal pubblico ministero Eligio Paolini. Il padre della minore, che si era costituito parte civile, è assistito dagli avvocati Marco Passagnoli e Nicola Muncibì.
Per la Cassazione ci fu "la reiterazione nel tempo delle condotte abusanti nei confronti della minore, nonché la stessa peculiare qualità personale dell'imputato", e anche il fatto, evidenziato in un altro passaggio della sentenza, che "le sono state sottratti gli anni della più totale spensieratezza". Cose che "rendono inapplicabile l'ipotesi di minore gravità".
La sentenza del 2015 è stata dunque annullata, limitatamente alla circostanza attenuante del fatto di minore gravità: spetterà a un'altra sezione della Corte d'Appello ricalcolare la pena. Secondo la Cassazione "è definitivo l'accertamento della responsabilità dell'imputato". Inoltre, aggiungono i giudici della Suprema Corte, sono condivisibili le motivazioni portate dal procuratore generale, secondo il quale "non potevano non essere considerate le gravi ricadute della condotta sul rapporto tra la bambina e la madre, all'epoca convivente dell'imputato".
I giudici della Cassazione hanno respinto i ricorsi della difesa. La linea difensiva dell'imputato sosteneva che quanto testimoniato dalla minore fosse falso, sostenendo che questa avesse inteso compiacere i suoi interlocutori o fosse stata condizionata. Al contrario, secondo la Cassazione "il provvedimento impugnato, nonché la stessa sentenza di primo grado, hanno adeguatamente escluso la non veridicità della bambina" che "era perfettamente in grado di distinguere la realtà dalla fantasia".
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