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Crollo colposo: indagato l’autista

Crollo colposo: indagato l’autista

Camion contro la chiesa di San Michele: la procura apre un’inchiesta, stimato mezzo milione di danni

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CARMNIGANO. C’è un indagato per il crollo di buona parte del porticato rinascimentale della chiesa che ospita la Visitazione e che lunedì di prima mattina è venuto giù dopo che un camion della nettezza urbana, nel far manovra, ne ha battuto una colonna. Il sostituto procuratore Egidio Celano, titolare dell’inchiesta, aprendo un fascicolo per crollo colposo, ha iscritto nel registro degli indagati l’autista di Alia, l’azienda incaricata della raccolta dei rifiuti. Il dipendente, che era riuscito ad uscire dall’abitacolo da solo, al momento è ricoverato in ospedale per lo shock riportato. Subito dopo l’incidente aveva raccontato di aver avuto problemi nell’innestare la retromarcia e che il mezzo, quando si era mosso, anziché indietro era andato avanti. La perizia disposta aiuterà a stabilire se ci sia stato un guasto meccanico.

ll Comune di Carmignano intanto vuole assolutamente accelerare i tempi. L’aveva già detto lunedì il sindaco Edoardo Prestanti, subito dopo il crollo: «Vogliamo evitare di essere risucchiati in lunghe pastoie burocratiche». Lo spettro è quello della chiesa millenaria di San Giusto, altro tesoro malconcio del Montalbano dove il rimpallo tra enti ha rinviato nel tempo e più volte ogni intervento e il cantiere ancora non è partito, nonostante i 500 mila euro stanziati lo scorso novembre dal Ministero. «La chiesa di Carmignano è però tutta un’altra situazione – dice speranzoso il primo cittadino - è un edificio consacrato e frequentato, non sperduto nei boschi ma nel cuore del paese». È anche l’unica chiesa dove si celebra messa in paese e la casa della celebre Visitazione cinquecentesca del Pontormo, da un mese in prestito a Firenze per una mostra a Palazzo Pitti e che poi partirà per l’America. Tutto questo aiuterà, ma occorre presidiare. Così l’amministrazione comunale ha chiesto un immediato incontro ad Alia con la parrocchia, la Diocesi di Pistoia e la Soprintendenza per trovare un accordo che consenta di partire subito con i lavori – prima la messa in sicurezza, poi il ripristino – ma soprattutto di avere un cronoprogramma chiaro e definito. La prima priorità è consentire ai fedeli che frequentano la chiesa e ai pedoni che si dirigono verso viale Parenti (e le due scuole che vi sorgono) un accesso sicuro. Ieri tutto il loggiato era ancora transennato e la porta della chiesa sbarrata. Si può entrare dal chiostro e da una porta laterale interna. Anche la stima dei danni rimane ballerina: si parla di mezzo milione di euro, nel caso si dovesse mettere mano anche al resto delle volte e del porticato che non è crollato. Serviranno nuove valutazioni. Intanto i tecnici hanno effettuato ieri mattina un altro sopralluogo: sul posto con il sindaco e l’assessore Paoletti, c’erano i tecnici di Comune e Soprintendenza, i vigili del fuoco, il parroco e i rappresentanti della Curia. È partita anche la selezione dei detriti, per separare il materiale da custodire (e poi riutilizzare) da quello invece che probabilmente non servirà. E tra i frammenti recuperati, integra, c’è anche la colonna del porticato abbattuta e che ha innescato il collasso del tetto.

Walter Fortini

Francesco Albonetti



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