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Ranaldi: «Sono in aumento i casi di maltrattamento»
PRATO. L’apparenza inganna. E quando ci sei dentro fino al collo, l’inganno non si scopre così facilmente. Inizia con la violenza psicologica, quella silenziosa e subdola. «Chi è dentro la situazione...
PRATO. L’apparenza inganna. E quando ci sei dentro fino al collo, l’inganno non si scopre così facilmente. Inizia con la violenza psicologica, quella silenziosa e subdola. «Chi è dentro la situazione spesso non riconosce il rischio perché le donne tendono a proteggere, a credere nel cambiamento». Francesca Ranaldi coordina il centro antiviolenza “La Nara” che, di recente, ha festeggiato il ventennale. Con Elisa Amato il centro antiviolenza non aveva mai avuto contatti, la ragazza non aveva mai bussato alla loro porta. Fa riflettere che molti dei casi di maltrattamento rilevati nel 2017 (378), 65 siano riconducibili alla violenza psicologica e 30 allo stalking. «Quest’ultimo è un reato che sempre più rileviamo, soprattutto alla fine di una relazione. L’invito è a rivolgersi ai centri antiviolenza con il loro pool di professioniste pronte ad ascoltare e a guidare». Certo, esistono strumenti di protezione previsti per legge come l’ammonimento e la querela che transitano dalla denuncia delle sopravvissute. Il contatto con il centro antiviolenza può avvenire prima o dopo. A metà del 2018 il sentore è che i casi di maltrattamento siano in aumento: “La Nara” ha già 183 schede aperte, di cui 110 riferite a nuovi accessi: molti i casi di stalking. (m. l.)
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