Il Tirreno

Prato

Maxi bolletta per la Ginnastica Etruria

Maria Lardara
La presidente della Società Ginnastica Etruria, Grazia Ciarlitto
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La presidente della Società Ginnastica Etruria, Grazia Ciarlitto

La società che ha visto muovere i primi passi dei campioni Yuri Chechi e Marta Pagnini deve quasi ventimila euro al Comune per il riscaldamento della palestra

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PRATO. È stata la prima società sportiva pratese, un po’ la madre di tutte quelle nate dopo in città. Nel suo seno ha allevato medaglie olimpiche del calibro di Jury Chechi e Marta Pagnini. Poco importa che abbia una storia lunga oltre 120 anni e che continui portare alta la bandiera di Prato nell’universo della ginnastica: ora il Comune batte cassa (e non può fare altrimenti) nei confronti della gloriosa Società Ginnastica Etruria che ha accumulato un debito di quasi 20mila euro, per l’esattezza 19.784 euro, per il mancato pagamento delle fatture emesse da Estra nel periodo 2012-2013. O meglio, la bolletta del riscaldamento che copriva quel periodo fu pagata dal Comune perché all'epoca le utenze erano ancora intestate all’ente. Ma l’amministrazione aveva già disdettato la gestione della palestra di proprietà del Coni già alla fine del 2011. Quando avvenne la voltura delle utenze l’intestazione della bolletta passò alla società sportiva ma questo non avvenne subito, in quanto l’Etruria utilizzava sì la palestra di via Santa Caterina (e la utilizza ancora oggi) ma formalmente non ne era il gestore. In quella fase di transizione, l’attività della palestra andò avanti con tanto di termosifoni accesi per scaldare un ambiente bisognoso di costante manutenzione. In realtà, il debito originario ammontava a 21.518 euro ma l’Etruria ottenne un piano di rateizzazione per il rimborso, per un massimo di 60 rate da spalmare nell’arco di cinque anni. Al Comune però ne risultano pagate solo cinque ed ecco che a metà maggio è scattato l’affidamento a Sori per il recupero coattivo del credito pari a 19.784 euro. «Sono soldi che pesano come un macigno sul bilancio di una società sportiva – fa notare Grazia Ciarlitto, presidente della Società Ginnastica Etruria - e che si aggiungono ai costi che già sosteniamo per mantenere l’impianto e mandare avanti l’attività dei corsi. Un sacrificio ripagato dai risultati perché crediamo che il nostro nome continui a fare onore alla città». Da questo punto di vista, è notizia di pochi giorni fa il successo delle atlete dell’Etruria ai campionati italiani di trampolino elastico a Brindisi. D’altro canto, per la società sportiva l’ideale sarebbe stato spalmare il debito su un piano rateale di dieci anni, anziché cinque. La questione è comunque approdata sul tavolo del vicesindaco Simone Faggi, fresco di delega allo sport, pronto a convocare un incontro tra tutti gli uffici coinvolti (legale, sport ed energia) per cercare di trovare una soluzione. «Fermo restando la necessità di tutelare la storia di una società sportiva prestigiosa come l’Etruria, sia chiaro che non è possibile abbonare niente a nessuno. Per un anno le utenze del gas restarono allacciate al Comune che pagò la bolletta di Estra nonostante l’amministrazione non gestisse più la palestra. Il problema è arrivato da poco sul mio tavolo». Nel frattempo, fra le righe di una determina comunale che riporta la data del 16 maggio, si legge che l’Etruria non può più ottenere il beneficio della dilazione non avendo pagato regolarmente le rate e che, entro trenta giorni, deve versare a Sori l’intera somma di quasi 19.800 euro.


 

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