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«Sempre allegro era diventato l’anima dello spogliatoio»
Sconvolti i compagni e la presidente del Tuttocuoio Giovedì scorso il rinnovo del contratto seguito dalla cena
SAN MINIATO . Giovedì il rinnovo dell’accordo con il Tuttocuoio. Poi la cena a Massa e Cozzile coi compagni di squadra e ieri notte la tragedia. Uno degli epicentri del dolore di questa storia conclusa nel peggiore dei modi è a Ponte a Egola, dove la carriera da calciatore di Federico Zini si stava consolidando, dopo tanto girovagare per il mondo. «Abbiamo parlato del rinnovo – dice la presidente della società neroverde, Paola Coia –. Eravamo d’accordo su tutto. Anzi, gli ho chiesto se voleva aiutarci con le due settimane di allenamenti per i più piccoli che stiamo organizzando. Ne era entusiasta, come in tutto quello che doveva affrontare, del resto. Era l’anima dello spogliatoio, ha tenuto insieme il gruppo con la sua allegria. Una tragedia. Non ho parole».
Federico aveva trovato nel Tuttocuoio (anche se aveva giocato pochissimo) una seconda famiglia. Giovedì, dopo l’incontro con la presidente, era andato a cena al bar trattoria Campus di Massa e Cozzile, di proprietà del capitano neroverde Davide Bertolucci: «C’erano alcuni ragazzi della squadra. Federico era tranquillo, come sempre. Abbiamo parlato della stagione finita da poco e di quella che ci aspettava. Era così agli allenamenti e alle partite. Non ci voglio credere».
Alessio Fiaschi alla cena non era presente. Ma giovedì aveva trascorso un po’ di tempo con Zini, perché entrambi avevano appuntamento con la dirigenza per il rinnovo dell’accordo anche per il prossimo anno. Il portiere era un grande amico del venticinquenne, tanto che dopo aver saputo della tragedia, è corso a vedere se fosse tutto vero: «Mi ha chiamato il fratello di Federico. Ero a dormire al mare, ma sono partito subito. Abito a San Miniato, lo conoscevo da tempo. Da quando era arrivato al Tuttocuoio, ci frequentavamo più assiduamente. Pochi giorni fa eravamo a parlare di futuro. Oggi sono qui a piangere per lui. Era solare, non si chiudeva in se stesso se aveva un problema». Il problema era la storia con Elisa. «Sì – riprende Fiaschi – si lasciavano e si riprendevano. Ma Federico non la stava vivendo male. Usciva, faceva la sua vita. Niente faceva supporre a un gesto del genere».
Il calciatore protagonista dell’omicidio-suicidio era figlio di Maurizio Zini, molto conosciuto nel Valdarno per le sue attività nell’ambitro della comunicazione, dopo essere stato anche addetto stampa del Ponsacco. Ultimamente è stato ospite delle trasmissioni calcistiche su Italia 7 di Giorgio Micheletti, in qualità di tifoso della Lazio. Il giornalista collabora anche con Radio Bruno sport. «È un amico e collega. In radio siamo distrutti – racconta Marco Nardi –. Ho conosciuto anche Federico che mi raccontava del suo periodo in Bulgaria». Maurizio Zini è anche l’anima delle feste dei gruppi del carnevale di Santa Croce. Ieri sera avrebbe dovuto animare quella della Nuova Luna. «Una tragedia – spiega Piero Conservi, assessore allo sport di Santa Croce –. Conosco Maurizio, non posso immaginare il dolore che sta provando. Gli siamo tutti vicini». (a.q.)
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