Il presidio
Boom delle tasse pagate dalle confezioni cinesi controllate
In un biennio il gettito fiscale è aumentato di oltre il 50%: è la conseguenza delle verifiche fatte nell'ambito del Progetto Lavoro Sicuro
PRATO. Le aziende cinesi controllate nell'ambito del Patto per il lavoro sicuro pagano più tasse, con un aumento medio di oltre il 50% in due anni. Sarà questo alla fine, oltre al miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, il risultato più importante della campagna di prevenzione lanciata dalla Regione all'indomani della strage nella confezione Teresa Moda.
I numeri sono stati forniti dal vice sindaco Simone Faggi e da Renzo Berti, responsabile del progetto Patto per il lavoro sicuro, nel corso di una conferenza stampa in Comune per annunciare il rinnovo dell'accordo. In particolare sono state citate le statistiche dell'Agenzia delle entrate, secondo le quali le aziende controllate dagli ispettori hanno aumentato il gettito fiscale del 15,5% tra il 2013 e il 2014 e del 36,1% tra il 2014 e il 2015. Una crescita esponenziale che non è giustificata dall'andamento del ciclo economico. L'Agenzia delle entrate infatti ha verificato le tasse pagate da un gruppo di "aziende campione" nello stesso arco di tempo scoprendo che dal 2013 al 2014 c'era stata una contrazione del 3,1% e l'anno successivo un aumento dell'1%, con una diminuzione complessiva di circa il 2% a fronte, come detto, di un aumento delle tasse pagate dalle aziende controllate che è superiore al 50%.
I controlli andranno avanti fino a tutto il mese di marzo 2019, ma secondo Faggi e Berti dovrebbero proseguire almeno fino al 2020.
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