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Rambo ed Elvis all’assalto del Tir
Hanno nomi pittoreschi due dei quattro nomadi arrestati dalla squadra mobile per una rapina al camion di Louis Vuitton
PRATO. Dietro all’assalto al Tir carico di borse e indumenti Louis Vuitton che fu sventato il 28 ottobre 2016 tra via Paronese e via di Gello c’erano Rambo ed Elvis. Non sono soprannomi o nomi di battaglia, sono i veri nomi di Rambo Husovic ed Elvis Halilovic, due dei sei componenti della banda che fu messa in fuga dall’intervento delle volanti della polizia e che ora, passati 19 mesi, sono stati arrestati dalla squadra mobile nei dintorni di Roma. In manette sono finiti quattro nomadi sinti, fermati tra Tivoli e Zagarolo con l’accusa di rapina aggravata. Un quinto, presumibilmente anche lui sinti, è riuscito a sfuggire alla cattura, mentre di un sesto non si conosce ancora il nome.
I poliziotti pratesi, con l’aiuto dei colleghi romani, hanno eseguito quattro delle cinque ordinanze di custodia firmate dal gip Francesco Pallini su richiesta del sostituto procuratore Laura Canovai.
Pittoreschi, come detto, i nomi degli arrestati, che hanno tra i 22 e i 36 anni. Uno si chiama Rambo Husovic, un altro Elvis Halilovic, il terzo Ianst Seferovic, il quarto Toma Halilovic.
I sei, hanno spiegato alla Squadra mobile durante una conferenza stampa, arrivarono a Prato il 27 ottobre e almeno due di loro alloggiarono all’Hotel Palace, dove si scattarono anche alcune foto nelle stanze. Poi, con due Fiat Bravo, nella serata del 28 raggiunsero via Paronese, dove un membro della banda riuscì a salire su un Tir arrivato da Perugia per scaricare la partita di merce Louis Vuitton (l’autista stava cenando) e disattivò il Gps e l’allarme satellitare usando collegamenti elettrici e colla a caldo. I suoi movimenti però furono notati dal custode del parcheggio, che dette l’allarme dopo aver seguito una delle due Bravo e aver visto che uno dei banditi era tornato indietro e aveva messo in moto il camion.
Il mezzo pesante fu intercettato da una volante della polizia in via di Gello, in prossimità della rotonda con la Declassata, e le due Bravo che facevano da scorta tentarono di ostacolare l’intervento dei poliziotti, finendo una in un fosso e l’altra abbandonata. Una delle due auto risultò essere stata rubata a Roma e il numero di telaio modificato (per questo i quattro arrestati dovranno rispondere anche di riciclaggio), mentre l’altra era intestata a un prestanome, uno di quelli che si prendono in carico anche centinaia di vetture che poi vengono usate per compiere reati.
In una delle due auto fu trovato un telefono cellulare e uno scontrino che hanno dato l’avvio alle indagini. Gli inquirenti sono risaliti da un profilo Facebook all’identità dei possibili autori della rapina. Le intercettazioni telefoniche e l’esame delle telecamere dell’Obi di via Viareggio, dove i banditi avevano comprato i guanti usati per la rapina, hanno fatto il resto.
Alle 4 di ieri un nutrito gruppo di poliziotti della Mobile di Prato, insieme a personale del Servizio centrale operativo e della Mobile di Roma, è andata a cercare due sinti al campo di via di Salone, uno dei più grandi d’Europa. Un posto dove non è per niente facile entrare (ma non ci sono stati particolari problemi). Ne hanno trovato solo uno. Gli altri tre sono stati arrestati nelle loro abitazioni tra Tivoli e Zagarolo (uno era agli arresti domiciliari). Complessivamente sono 45 i poliziotti che sono stati impegnati nell’operazione. I quattro fermati sono stati rinchiusi nel carcere di Regina Coeli. Gli inquirenti al momento escludono che i rapinatori avessero un basista a Prato.
Paolo Nencioni
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