Il presidio
Edo regala due tandem alla città
I genitori del ragazzo autistico a cui fu rubata la bici ce l’hanno fatta: dal 18 giugno i mezzi al Serraglio
PRATO. Prosegue la favola a lieto fine di Edoardo, il ragazzo pratese autistico che lo scorso aprile subì il furto del suo speciale “tandem dell’abbraccio”, poi ritrovato e restituito grazie all’intervento della polizia. L’episodio aveva scatenato un’ondata di solidarietà in città ed oltre, culminata il 14 aprile con la manifestazione “#iostoconedo”. Adesso quella solidarietà sta per concretizzarsi, con le sembianze delle due ruote: due tandem speciali, come quello Edo, saranno presto a disposizione dei pratesi, adulti o bambini, con difficoltà o non, che vorranno scoprire la città con questo mezzo. A promuovere l’iniziativa sono i genitori di Edoardo, Umberto e Fulvia Savoia, il Comune di Prato, Consiag servizi e Opera Santa Rita. «I tandem saranno disponibili gratuitamente al box del parcheggio del Serraglio tutti i giorni dalle 8 alle 20 – spiega Maria Tripoli di Consiag Servizi – Potranno essere prenotati telefonicamente (chiamando lo 0574-870560) e utilizzati per un massimo di 4 ore». Si tratterà di un tandem per due adulti e di uno per un adulto e un bambino, uno dei quali a pedalata assistita. «Sono mezzi che nascono per bambini in difficoltà, ma che possono essere usati da chiunque, cosa che li rende davvero inclusivi» afferma la presidente del consiglio comunale Ilaria Santi. Le biciclette saranno acquistate grazie alla solidarietà di pratesi che ha preso il via dalla storia di Edoardo: circa 10mila euro tra donazioni private e il ricavato della manifestazione del 14 aprile (circa 3.600 euro). Arriveranno in città il prima possibile, mentre il punto di noleggio sarà pronto dal 18 giugno, data per cui si spera di dare il via al servizio. «Dobbiamo ringraziare la famiglia di Edoardo – commenta il sindaco Matteo Biffoni – che ha deciso di fare un passo in più e, con l’aiuto di tutti, far nascere un progetto importante da una storia dolorosa».
«L’augurio è che la storia di Edo sia l’inizio di altre iniziative per offrire alla città sempre più opportunità e strumenti per tutti, in particolare per chi ha una fragilità» aggiunge Roberto Macrì, presidente dell’Opera Santa Rita, che ha sostenuto il progetto “#iostoconedo” fin dall’inizio. E infatti i programmi per il futuro sono già tanti. È in arrivo ad esempio il sito web iostoconedo.org e sono già pronte le magliette di “#iostoconedo”: realizzate da Oji di Simone e Veronica De Luca, portano il numero simbolico 18 (come il 2018, anno in cui è iniziata la favola di Edo, ma anche l’età “più critica” per i ragazzi autistici) e saranno in vendita a breve attraverso il sito internet e la pagina Facebook del progetto, a cui andrà una parte del ricavato. Il sogno dei promotori di “#iostoconedo” è riuscire a creare un “bike center” che faccia da punto di incontro per l’attività ludico-motoria dei ragazzi in difficoltà. «La bicicletta è un simbolo di libertà e di vita all’aria aperta – spiega Umberto Savoia, padre di Edoardo –. Perciò è uno strumento importante per questi ragazzi. Da questo percorso stanno nascendo molte cose positive e speriamo di continuare a sensibilizzare più persone possibile, e anche le aziende».
Fabrizia Prota
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