Il Tirreno

Prato

Cento alloggi entro fine anno

Case popolari, grazie al recupero di alcuni edifici fatiscenti il Comune potrà accorciare la lista d’attesa

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PRATO. Può il recupero di antico edificio degli inizi del Novecento diventare un caso di studio per l’Ordine degli architetti pratesi e l’università di Firenze? Sì, se la parola d’ordine è riqualificazione energetica che si coniuga alla risposta al disagio abitativo. È l’obiettivo dei lavori di ristrutturazione che stanno interessando in questo periodo 11 alloggi di edilizia residenziale pubblica sul primo tratto di via Bologna, quello che guarda verso il centro storico. Siamo al civico 71, dove spicca una facciata monumentale i cui elementi decorativi (infissi, cornici e balconi) sembrano estranei al contesto: l’immobile facente parte del patrimonio di Epp (edilizia pubblica pratese) era stato studiato da un gruppo di lavoro dell’università di Firenze capitanato dall’architetto Massimo Lucchesi, nell’ambito di un progetto formativo che ha coinvolto l’Ordine provinciale degli architetti (SoPraNe, ovvero "sostenibilità a Prato per una nuova economia"). Un progetto di risanamento “sostenibile” che nel 2017 s’è aggiudicato un finanziamento regionale da 1 milione e 659.000 euro consentendo di liberare nuove unità abitative nelle disponibilità dell’amministrazione. Perché la fame di case è tanta in città e, al momento, sono 1.600 i residenti di Prato e provincia che aspettano un alloggio popolare: rispetto all’ultima graduatoria provinciale pubblicata agli inizi del 2017, sono circa cento le famiglie che finora hanno ricevuto un alloggio. «Contiamo entro l’anno di dare una risposta a un altro centinaio di nuclei familiari – auspica l’assessore al sociale Luigi Biancalani - Tre gli interventi in corso, a San Giusto, via Roma (dopo l'ippodromo, ndr) e Montemurlo, per un totale di 45 nuovi appartamenti». Un altro capitolo è quello del ripristino degli alloggi di risulta che Epp sta rimettendo in circolo con massicci interventi di manutenzione straordinaria sparsi in varie zone della città. Immobili vuoti e in disuso, vuoi perché i beneficiari non avevano più i requisiti per abitarvi o vuoi per il decesso degli stessi, sui quali la partecipata del Comune che si occupa di edilizia agevolata sta rimettendo le mani, in modo da aumentare il numero di alloggi sociali in locazione senza dover per forza edificare e generare consumo di suolo. «Entro la fine dell’anno consegneremo al Comune altri 50-60 appartamenti – fa sapere il presidente di Epp Federico Mazzoni - Abbiamo un programma serrato di consegna degli alloggi di risulta, a fronte di un finanziamento di 500mila euro». Disco verde anche per i 29 alloggi popolari in piazza Gelli a San Giusto: si tratta del primo edificio in Italia a essere quasi autosufficiente dal punto di vista energetico in ambito Erp. Fu premiato nel 2013 come uno degli 10 esempi di edifici “Nearly Zero Energy Building” più avanzati di tutta Europa: costruzioni in grado di ridurre al minimo il proprio fabbisogno energetico e di coprire la quasi totalità di questo fabbisogno tramite l’utilizzo di fonti rinnovabili. Avviato nel 2013, il cantiere si è trascinato lungo tempo a causa del fallimento della ditta aggiudicataria dell’appalto, la pratese Sudedil.

Maria Lardara

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