Il Tirreno

Prato

Arrestato il “mago” dell’evasione fiscale

Arrestato il “mago” dell’evasione fiscale

In carcere commercialista romano: ha proposto a una società pratese un sistema per non pagare mezzo milione di tasse

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Sono passati 11 anni e un altro mago dell’evasione è venuto a portare il suo “verbo” tra gli imprenditori pratesi, proponendo un sistema per abbattere le tasse. Ma il sistema inventato da Gian Paolo Apolloni secondo la guardia di finanza si chiama “indebita compensazione”. In altre parole, è un reato. Per questo i finanzieri del Gruppo Milano hanno contestato a un’azienda pratese operante nel settore del trasporto di merce, di cui non è stato fatto il nome, un’evasione fiscale di oltre 500.000 euro ottenuta appunto grazie all’indebita compensazione dei debiti verso l’erario con crediti inesistenti.

A consigliare l’azienda pratese (a conduzione italiana) sull’uso di questo sistema per abbattere le tasse sarebbe stato il commercialista romano Gian Paolo Apolloni, il cui nome era già finito nell’inchiesta sui Panama Papers, che è stato arrestato dai finanzieri in un hotel di lusso della capitale, che era diventato il suo quartier generale.

Undici anni fa, nel 2007, un altro Giampaolo, il fiscalista riminese Giampaolo Corabi, era stato arrestato per una vicenda del tutto simile. Lo accusarono di aver messo in piedi una vorticosa girandola di acquisti di terreni e immobili per generare crediti Iva non dovuti che poi servirono ad abbattere le tasse delle aziende. Anche lui fu arrestato in un hotel di lusso di Roma. E anche lui aveva proposto, con notevole successo, il sistema agli imprenditori pratesi, tanto che nell’inchiesta finì tra gli altri anche l’ex presidente dell’Unione industriale Paolo Sarti.

Sono passati 11 anni ma sembra che il sistema sia ancora in voga, stando a quanto accertato nell’inchiesta milanese condotta dal sostituto procuratore Stefano Civardi. Si fabbricano crediti non dovuti con un giro di false fatture o fatture per operazioni inesistenti e poi si utilizzano i crediti per compensare il debito, cioè le tasse dovute allo Stato. Basta compilare un modello F24 e utilizzare il codice 6702 e il gioco è fatto.

Alla società pratese che opera nel settore del trasporto merci i finanzieri del Gruppo Milano contestano di aver usato questo sistema per abbattere le tasse negli anni fiscali 2015 e 2016, per un importo complessivo di oltre 500.000 euro. Il rappresentante legale dell’azienda è stato indagato per indebita compensazione, ma è in buona compagnia. Gli inquirenti infatti sospettano che il sistema sia stato proposto a una ventina di società con sede a Napoli, Roma e Treviso, per un’indebita compensazione di circa 40 milioni di euro.

Le accuse al centro dell’inchiesta sono bancarotta fraudolenta, indebita compensazione e autoriciclaggio, emerse dagli accertamenti in un’altra indagine che lo scorso mese di ottobre aveva portato a cinque misure cautelari per associazione a delinquere.

L’inchiesta era partita dal fallimento di una società, risultata debitrice verso l’erario di 9 milioni di euro, che aveva tentato di compensare. In cambio della prestazione professionale, il commercialista Apolloni avrebbe ricevuto sul proprio conto corrente bonifici per un importo complessivo di 375.000 euro. Quando sono andati ad arrestarlo, i finanzieri gli hanno sequestrato una Lamborghini Huracan e altre quattro auto di grossa cilindrata, una collezione di orologi di lusso (Rolex, Patek Philippe) per un valore di 400.000 euro, saldi attivi su oltre 100 conti correnti, 21 immobili e 10 terreni agricoli. Insomma, non c’è dubbio che il commercialista facesse la bella vita. Ora la magistratura dovrà provare in aula che è anche la “mente” dell’evasione fiscale.

Paolo Nencioni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web