Il Tirreno

Prato

A Chinatown biblioteca e museo dell’immaginario

A Chinatown biblioteca e museo dell’immaginario

Il piano d’integrazione culturale con la comunità orientale passa attraverso  un’ex fabbrica i cui lavori di demolizione partiranno entro la fine dell’estate

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PRATO. Un tabellone da tombola del circolo Curiel che risale alla fine degli anni ’50. Un servizio di bicchieri presi dalla dispensa di una residente, donati dal fratello in occasione del suo trasloco nel Macrolotto 0. Ricordi e oggetti che raccontano il legame dei cittadini con il loro quartiere, di cui s’inizierà a disegnare un nuovo volto nella seconda metà del 2018. L’associazione Dryphoto li sta raccogliendo per dare vita a un “Museo dell’Immaginario” in cui gli abitanti della zona più cinese di Prato decidono di raccontarsi tramite oggetti di uso quotidiano che vengono fotografati e, chissà, un giorno esposti sugli scaffali della “Biblioteca delle Idee”. Che nascerà dalle ceneri di un’ex fabbrica (i lavori di demolizione inizieranno entro l’estate), su una piazza collegata pedonalmente con via Filzi e via Pistoiese, grazie ai finanziamenti regionali del Piu (piano d’innovazione urbana). Il “Museo dell’Immaginario” non esiste ancora ma è una proposta di contenuto per riempire gli spazi d’aggregazione che vedranno la luce nel 2019. Non una biblioteca decentrata né un doppione della Lazzerini, bensì un polo d’innovazione degno di una “smart city”.

«Vogliamo progettarlo insieme ai cittadini con un nuovo metodo di lavoro», sottolineano gli assessori Benedetta Squittieri (innovazione tecnologica) e Simone Mangani (cultura). Quella del “Museo dell’Immaginario” – che fa eco all'operazione di “Piazza dell’Immaginario” cancellata tre mesi fa in via Giordano Bruno per fare posto al parcheggio della Pam – è appunto una delle quattro proposte di attività per la futura biblioteca. Fa parte del primo “Smart Living Lab” un “laboratorio di comunità” sotto l’egida di Sociolab per costruire dal basso e iniziare a programmare fin da ora le future attività della medialibrary. Quattro attività, selezionate dopo un avviso pubblicato dal Comune per ricercare i soggetti interessati. C’è l’associazione culturale “Materia” che sta curando alcune sessioni di workshop per spiegare i segreti della stampa 3D con tutte le sue possibili applicazioni pratiche e quotidiane. E poi “PlayYourJob Contest”, promosso da uno spin off dell’università di Firenze, per coinvolgere i ragazzi del quartiere in una serie di giochi analogici e digitali e lasciare emergere le loro competenze. È rivolto invece ai ragazzi che frequentano il doposcuola pomeridiano del circolo Curiel il gioco contest “Prato Social Challenge”, organizzato da Kinoa e Datalifelab. I giovani si sfideranno a colpi di Instagram per fotografare e raccontare il loro quartiere con dei profili creati appositamente per la gara: la squadra che la spunterà con gli scatti più belli, infine, vincerà un abbonamento a Netflix per sei mesi.

Maria Lardara

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