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Prato 2040 propone di abolire la Palla Grossa: «Spreco di soldi»

Prato 2040 propone di abolire la Palla Grossa: «Spreco di soldi»

Il laboratorio civico della sinistra invita il Comune a non rifinanziare la manifestazione «Meglio spendere quei soldi per altre iniziative del Settembre pratese e per la Festa delle luci»

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PRATO. «Elargire 85.000 euro di soldi pubblici per finanziare la Palla Grossa è una scelta che non condividiamo. La manifestazione è diventata anno dopo anno sempre più scadente e ha condizionato le iniziative di tutto il Settembre pratese, occupando di fatto per settimane una delle piazze più belle della nostra città». Lo scrive Diego Blasi, portavoce di Prato 2040, il laboratorio civico che si propone di mettere insieme i pezzi della sinistra a sinistra del Pd, commentando la notizia che il Comune è pronto a rifinanziare il bando per la Palla Grossa 2018, che si giocherà a settembre in piazza del Mercato Nuovo.

«La scelta di investire 85.000 euro da parte del Comune è sbagliata sul piano politico ma anche rispetto a quello dei risultati che si pensano di ricavare da questo importante investimento – continua Blasi – La kermesse è stata voluta fortemente dall’amministrazione Cenni, che vedeva nell’iniziativa uno dei simboli della pratesità e delle nostre tradizioni. Niente di più falso, peraltro. Le vecchie gestioni della Palla Grossa, nei cinque anni in cui ha governato il centrodestra, sono invece servite esclusivamente agli organizzatori (e come sappiamo non hanno brillato certo per trasparenza), che hanno usato questa manifestazione per avere visibilità senza restituire niente di positivo alla città. E visti i numeri degli ultimi anni, sempre più risicati, un tale investimento è sicuramente non giustificabile».

«Faccio una proposta al sindaco Biffoni e al vicesindaco Faggi – continua Blasi – Sarebbe un bel segnale se alla luce dell’ennesimo probabile flop della manifestazione, l’amministrazione comunale si prendesse, da subito, l’impegno a chiudere definitivamente con la Palla Grossa, senza quindi prevedere ulteriori investimenti per il prossimo anno. Un flop che è proprio nei numeri: pochi spettatori, ricavato nullo, nessuna rilevanza culturale per la città».

«Con 85.000 euro si possono fare tantissime cose – conclude Blasi – Si potrebbero finanziare moltissime iniziative, potenziare il cartellone del Settembre pratese, dare spazio alla miriade di associazioni culturali diffuse sul territorio che avrebbero progetti straordinari da proporre. E perché no, la butto lì, si potrebbe pensare di rifinanziare (almeno con una parte di quelle risorse) la “Festa delle Luci”, che potrebbe davvero diventare un momento bellissimo per la nostra comunità. Che a giudicare dal successo di pubblico dell’unica edizione di due anni fa e dalla composizione socio-culturale del nostro territorio, avrebbe sicuramente un impatto economico positivo per la città e sarebbe certamente più vicino all’idea di una pratesità contemporanea e multiculturale».

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