Il presidio
Senza termovalorizzatore raccolta rifiuti in difficoltà
Prato, Comune e Alia: «È sempre più urgente sbloccare la vicenda di Case Passerini per essere autosufficienti nello smaltimento ed evitare costi alti ai cittadini»
PRATO. Discariche e impianti esistenti ormai saturi e il previsto termovalorizzatore di Case Passerini è ancora al palo in attesa di un pronunciamento del Consiglio di Stato. Una situazione che costringe Alia a trovare di volta in volta una “casa” per circa 250.000 tonnellate di rifiuti, differenziati dai cittadini grazia alla raccolta, ma non ancora trattati e smaltiti. È il quadro presentato da Livio Giannotti, amministratore delegato di Alia spa Servizi ambientali, la società che ha vinto la gara d’ambito per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti in 70 comuni, compreso Prato dove ha sostituito Asm. Nonostante la gara risalga ormai al 2015, la società è diventata gestore a tutti gli effetti soltanto dal primo maggio di quest’anno, visto che solo il 30 aprile il Consiglio di Stato ha dato ragione all’azienda nel contenzioso con le concorrenti, Sei Toscana e CoopLat, che contestavano la procedura di gara. L’occasione per presentare lo stato del piano rifiuti, è arrivata ieri in commissione comunale ambiente, dove si è discusso molto di impianti, soprattutto sulle implicazioni politiche di una situazione che sembra perennemente di stallo.
«Il piano regionale rifiuti è stato fatto con un’indicazione interprovinciale che prevedeva la realizzazione di un termovalorizzatore a Case Passerini – ha detto il vicesindaco Simone Faggi – Ora ci troviamo a gestire i rifiuti senza quell’impianto e, nonostante l’andamento molto virtuoso della raccolta differenziata, ci sono pesanti ricadute anche sui progetti degli impianti minori da realizzare a Prato e sui costi per i cittadini». Gli impianti da realizzare sul territorio comunale, lo ha ricordato Faggi ed in modo più tecnico Giannotti, sono due: quello per la plastica in via Paronese, che dovrebbe assorbire una parte della plastica differenziata che non viene portata a Pontedera, e l’impianto di trattamento anaerobico, o digestore, previsto a Baciacavallo e progettato insieme a Gida. «Per Case Passerini siamo nelle mani del Consiglio di Stato – ha proseguito il vicesindaco – che deve pronunciarsi sul ricorso presentato dal Comune di Campi sulla mancanza di opere “mitigatrici” nel piano dell’Ato (l’ambito territorio ottimale per il quale Alia gestisce i rifiuti n.d.r.). Se desse ragione all’Ato, a quel punto si andrebbe avanti sparati con benefici per le aziende pratesi e per la tassazione».
Mentre la partenza dei due impiantini pratesi è legata al termovalorizzatore, l’altra opera importante a carico del Comune è quella dei tre centri raccolta, uno dei quali dovrebbe partire a breve. Per ribadire quanto sia importante il termovalorizzatore, Giannotti ha fatto sapere che attualmente l’azienda riesce a trattare con impianti già esistenti circa 150.000 tonnellate di rifiuti differenziati dai cittadini. Ma ne restano 250.000, quasi il doppio, che devono andare da qualche altra parte. Tra gli aspetti più preoccupanti, i fanghi della depurazione industriale.
Quanto al dibattito politico, il consigliere indipendente Emanuele Berselli, che ha presentato anche un’interrogazione in consiglio, ha imputato i ritardi accumulati in questi anni agli scontri interni alla sinistra. Quasi a riprova, la consigliera di Liberi e Uguali, Roberta Lombardi, nettamente contraria ai termovalorizzatori perché «la salute va al primo posto ed anteposta anche alle tasse», ha risposto a Berselli di non condividere affatto le posizioni del governatore Enrico Rossi, pur essendo passato allo stesso partito.
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