Il Tirreno

Prato

I pakistani inventano la pizza “pratese”

Maria Lardara
A destra Alì Sadaqat
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A destra Alì Sadaqat

La trovata commerciale di Alì Sadaqat, presidente dell’associazione della comunità pakistana a Prato, che ha aperto il ristorante "Ciardi" nell'omonima piazza

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PRATO. Esiste la pizza margherita, la capricciosa, la quattro stagioni e la pizza… pratese. La ricetta? Pomodoro, mozzarella e prosciutto cotto. In fondo, nessun degli ingredienti richiama specificatamente il legame con il territorio pratese ma la trovata “commerciale” venuta ad Alì Sadaqat, presidente dell’associazione della comunità pakistana a Prato e titolare del ristorante “Ciardi” da poco aperto di fronte all’installazione di Bagnoli, sta riscuotendo un inatteso successo.

I tre ingredienti racchiudono una testimonianza d'affetto per la città che ha accolto il giovane pakistano 23 anni fa. Non solo. Il piccolo ristorante porta il nome della piazza, altro segno di attaccamento al luogo che gli ha fatto venire in mente la ricetta della pizza “pratese”. «I miei figli frequentano la scuola pratese – sottolinea Alì –. E quindi mi sono detto: perché non omaggiare questa meravigliosa città nel menù?».

Alì è stato subito ben accolto dall’associazione “Quelli di piazza Ciardi” che hanno organizzato nei suoi locali una cena multietnica a base di couscous con la carne fornita da Ahmed, titolare della vicina macelleria islamica.
«In questa piazza si respira un’aria molto familiare grazie alle buone relazioni di vicinato», ammette Alì con la "C" pronunciata alla toscana mentre rivendica la qualità del suo kebab che viene sottoposto ogni tre mesi alle analisi del laboratorio pratese “Chemi Check Point”.

«È fatto solo con pollo e tacchino, niente maiale». Secondo le regole alimentari stabilite dalla religione islamica. E per altro il Ramadan è alle porte. (mar.la)

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